Dal gruppo "Cuneo per Gaza" riceviamo e pubblichiamo:
Lunedì 2 marzo alle ore 18:30 come Cuneo per Gaza saremo in presidio di fronte alla Prefettura di Cuneo per opporci all'approvazione del DDL Romeo, ennesimo attacco portato dal governo Meloni al dissenso e a chi da tempo si mobilita a favore del popolo palestinese, e per denunciare il progetto neocoloniale del Board of Peace guidato da Donald Trump.
La forza che abbiamo dimostrato negli ultimi mesi durante gli scioperi, i blocchi e i boicottaggi è stata inaspettata e dirompente. Il governo italiano, in tutta risposta, sta ricorrendo a misure autoritarie e restrittive per soffocare questo nostro movimento, per silenziarne la voce. Ricorre a decreti sicurezza liberticidi e controlla l'informazione di massa, mentre si moltiplicano denunce e arresti, e si manipola il significato di antisemitismo, come insegna il caso del DDL Romeo.
Tale disegno di legge accoglie pienamente la definizione di antisemitismo dell'International Holocaust Remebrance Alliance (IHRA), una definizione ampiamente criticata da studiosi ed esperti di tutto il mondo perché lesiva del diritto di espressione e di dissenso. Come scrive Amnesty International, «In diversi stati, soprattutto negli Stati Uniti e in Europa, questa definizione viene usata per qualificare come antisemite posizioni politiche critiche verso Israele, ostacolando in questo modo proteste pacifiche, forme di attivismo, ricerche delle stesse organizzazioni per i diritti umani e, in generale, il dibattito pubblico sulle politiche israeliane».
Molte delle forme di protesta che abbiamo portato in piazza negli ultimi mesi sono considerate illegali e punibili dal DDL Romeo, perché antisemite secondo la definizione dell'IHRA. È quindi chiarissimo l'intento puramente repressivo del disegno di legge, che confonde antisemitismo e antisionismo per smontare pezzo dopo pezzo il soggetto che più ha messo in crisi le destre europee e internazionali e le forze filosioniste in questo periodo storico, e che meglio ha coagulato i movimenti di protesta su scala globale.
Le istituzioni stanno creando un clima di terrore, costruendo un nemico interno su cui scagliare una retorica violenta e un apparato repressivo, che salda il potere politico alle strutture poliziesche. È evidente leggendo questo passaggio del DDL Romeo, che si rifà peraltro a una legge fascista ancora in vigore: «Il diniego all’autorizzazione di una riunione o manifestazione pubblica per ragioni di moralità, di cui all’articolo 18 del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza di cui al regio decreto 18 giugno 1931, n. 773, può essere motivato anche in caso di valutazione di grave rischio potenziale per l’utilizzo di simboli, slogan, messaggi e qualunque altro atto antisemita ai sensi della definizione operativa di antisemitismo adottata dalla presente legge».
Nel frattempo il genocidio in Palestina non si sta arrestando, e oggi è la Cisgiordania a essere apertamente sotto attacco. Secondo nuove disposizioni, le regole edilizie in vigore nell’Area C – sotto pieno controllo israeliano e pari a circa il 60% della Cisgiordania – verrebbero estese anche all’Area A, sotto il controllo politico e militare dell’Autorità palestinese (17% del territorio), e all’Area B, a gestione condivisa (23%). Tel Aviv potrà così gestire permessi di costruzione e demolizioni anche in aree formalmente non sotto la propria giurisdizione. Le misure agevolano inoltre la vendita di terre palestinesi a cittadini israeliani. E come se non bastasse, Israele sta introducendo la pena di morte per annientare i propri avversari.
Questi ennesimi tasselli del progetto coloniale israeliano trovano nel trumpiano Board of Peace il loro culmine ideale: un comitato “di pace” che non riconosce il genocidio del popolo palestinese, che non prevede di considerarne la voce, che si fonda sullo sfruttamento commerciale della ricostruzione e assegna a Donald Trump il ruolo di unico vero decisore finale, senza l'ombra della minima garanzia democratica. Noi continuiamo a lottare per una Palestina libera e non vogliamo farci imbavagliare, e per questo il 2 marzo saremo in presidio davanti alla Prefettura e il 14 marzo saremo in piazza a Torino per un grande corteo regionale organizzato dal Coordinamento Regionale per la Palestina: Cuneo per Gaza invita tuttə coloro che credono nella libertà e nella giustizia a scendere in strada insieme.














