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Attualità | 14 marzo 2026, 06:08

La Fondazione Ospedale Alba-Bra diventa “maggiorenne”: 18 anni di progetti e una nuova area sportiva dentro l’ospedale

Il 30 marzo doppio appuntamento per celebrare l’anniversario: inaugurazione dello spazio polivalente e concerto degli Italian Harmonists. Il direttore Luciano Scalise: “Questa esperienza ha dimostrato che un ente privato può sostenere concretamente un ospedale pubblico”

La Fondazione Ospedale Alba-Bra diventa “maggiorenne”: 18 anni di progetti e una nuova area sportiva dentro l’ospedale

Diciotto anni rappresentano una soglia simbolica, ma nel caso della Fondazione Ospedale Alba-Bra coincidono anche con la misura di un percorso che ha inciso in modo concreto sull’ospedale “Michele e Pietro Ferrero” di Verduno. Nata il 28 marzo 2008, la Fondazione celebrerà la propria maggiore età lunedì 30 marzo con un pomeriggio di iniziative che uniscono inaugurazioni, musica e un momento di bilancio pubblico.

Il primo appuntamento è fissato alle 16.30, quando verrà inaugurata la nuova area sportiva polivalente realizzata all’interno dell’ospedale. Lo spazio comprende campi per calcetto, tennis, pallavolo e basket e nasce come iniziativa di welfare e benessere dedicata al personale dell’ASL ma anche come opportunità aperta alla comunità di Verduno, nel cui territorio sorge il presidio ospedaliero.

Alle 17.30, davanti alla sede della Fondazione al terzo piano dell’ospedale, è invece previsto un concerto degli Italian Harmonists, gruppo vocale italiano formato interamente da artisti del coro del Teatro alla Scala di Milano. La serata si concluderà con il taglio della torta e un brindisi per celebrare l’anniversario.

Per il direttore della Fondazione Luciano Scalise, la ricorrenza non è soltanto celebrativa, ma rappresenta l’occasione per riflettere sul significato dell’esperienza avviata nel 2008.

Quando siamo partiti eravamo gli unici in Italia come ente privato a sostenere un ospedale pubblico. Oggi vediamo nascere realtà simili anche altrove: significa che questo modello ha aperto una strada”.

Nel corso di questi diciotto anni la Fondazione ha accompagnato lo sviluppo dell’ospedale di Verduno sostenendo interventi che hanno riguardato tecnologia, formazione e qualità degli ambienti. Dai reparti alle aree verdi, dall’auditorium agli spazi di accoglienza, il contributo si è tradotto in strutture e servizi che hanno progressivamente rafforzato l’identità del presidio.

Uno dei punti più significativi di questo percorso riguarda proprio la formazione. All’interno dell’ospedale sono stati sviluppati il Centro di formazione e il LabSi, il laboratorio di simulazione clinica che permette a medici e operatori sanitari di esercitarsi su scenari realistici prima dell’attività con i pazienti.

Qui trovano un ospedale che investe sulla formazione e sull’innovazione. Il laboratorio di simulazione è uno strumento fondamentale perché consente di apprendere in maniera concreta e avanzata”.

La nuova area sportiva che verrà inaugurata nel giorno dell’anniversario si inserisce in questa stessa filosofia: allargare il concetto di salute oltre la dimensione strettamente clinica.

È un beneficio che offriamo sia ai dipendenti dell’ospedale e dell’Asl sia agli abitanti di Verduno. Crediamo che il benessere passi anche attraverso lo sport e la qualità degli spazi che circondano l’ospedale”.

In questa visione, l’ospedale non è soltanto un luogo di cura ma anche uno spazio di relazione con il territorio, capace di integrare formazione, lavoro e qualità della vita. Un approccio che negli anni ha contribuito a rafforzare il legame tra il presidio sanitario e la comunità.

In questi anni abbiamo cercato di intervenire non solo sulle attrezzature ma anche sull’ambiente e sul modo in cui l’ospedale viene vissuto dalle persone. L’umanizzazione degli spazi è parte della cura”.

Guardando al percorso compiuto, Scalise parla apertamente di una scommessa riuscita.

Possiamo dire che è stata una scommessa vinta. Abbiamo recuperato risorse importanti sul territorio grazie alla fiducia costruita con un lavoro fatto di entusiasmo e umiltà, e le abbiamo trasformate in progetti concreti per l’ospedale”.

La festa del 30 marzo sarà quindi anche un momento di passaggio simbolico: la Fondazione entra nella maggiore età, ma soprattutto conferma una direzione che negli anni ha messo al centro innovazione, formazione e qualità degli spazi. “Il nostro obiettivo resta quello di continuare a sostenere l’ospedale e contribuire a renderlo sempre più accogliente, efficiente e aperto al territorio”.

Daniele Vaira

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