Il caso dei cedri di piazza Europa irrompe in apertura del Consiglio comunale di Cuneo, pur non essendo formalmente all’ordine del giorno. Una discussione inevitabile, vista l’eco cittadina di un progetto di riqualificazione naufragato dopo anni di dibattito: prima il fallimento del parcheggio sotterraneo, senza offerte da parte delle imprese, poi la mobilitazione di associazioni e cittadini culminata nei ricorsi che hanno bloccato l’abbattimento degli alberi almeno fino a giugno.
Uno stallo che, di fatto, ha fermato l’intervento, anche per i vincoli temporali legati ai fondi PNRR. Ma negli ultimi giorni era emerso un elemento inatteso: una proroga delle scadenze fino all’estate 2027, che – secondo le opposizioni – non sarebbe stata adeguatamente condivisa.
Il dibattito si è acceso soprattutto con gli interventi della minoranza.
Paolo Armellini (Indipendenti) ha attaccato duramente: "Su piazza Europa avete puntato su un cavallo zoppo, continuando ad incaponirvi anche dopo il fallimento del parcheggio sotterraneo. Avete fatto credere che 48 alberelli potessero sostituire 10 cedri quasi secolari". E aggiunge: "Bastava un po’ di buon senso e non saremmo arrivati a tutto questo".
Ancora più duro il capogruppo degli Indipendenti, Giancarlo Boselli: "Su questa vicenda si sono scaricate tutte le contraddizioni della sua maggioranza, cara sindaca. Oggi possiamo dire che i cedri sono salvi, ma un pezzo della sua maggioranza resta convinto che andrebbero abbattuti". E incalza sulla proroga: "Ci spieghi perché l’assessore Pellegrino ha tenuto nascosta la proroga. In condizioni normali, le dimissioni sarebbero sul tavolo".
Dalla stessa linea critica Mavy Civallero (SiAmo Cuneo): "Qual è l’amore per la città che avete? Ora il Consiglio di Stato vi ha condannato a pagare le spese alle associazioni ambientaliste, e pagheranno i cittadini".
Dalla maggioranza, di segno opposto l’intervento di Vincenzo Pellegrino (Centro per Cuneo), unico a difendere apertamente il progetto: "Sono giorni complessi per Cuneo, che ci obbligano a fermarci e chiederci cosa vogliamo realmente per la città. Davvero vogliamo restare fermi a ogni cambiamento? Piazza Europa andava nella direzione di costruire oggi per domani". Poi l’avvertimento: "Tra confronto e paralisi c’è una differenza sostanziale".
In conclusione la risposta della sindaca Patrizia Manassero, che ha provato a riportare il dibattito su un piano politico e amministrativo: "La proroga dei fondi è arrivata intorno al 2 marzo, ma non voglio darla come risposta: voglio approfondire con i funzionari". Sul merito della scelta, rivendica: "Abbiamo preso atto che non sono maturi i tempi per il progetto che avevamo. Ci dispiace, perché ho sempre creduto nella riqualificazione della piazza".
Difendendo anche l’idea originaria del verde alternativo: "Chiederei, nel rispetto dei cedri, di non denigrare i 48 alberelli 'spelacchiati': sarebbero cresciuti e maturati come ognuno di noi. Sarebbero stati il verde futuro della città".
Infine, lo sguardo avanti: "Dunque, i tempi non sono maturi. Ma è il tempo di guardare al futuro della piazza. Dedicheremo le risorse del piano periferie ai parcheggi di testata".
E sulla questione legale una precisazione, rivolta a Civallero: "Non è una condanna a un risarcimento, ma il pagamento delle spese sostenute".
Questione al momento chiusa anche se resta una città divisa, tra chi vede nello stop una vittoria civica e chi lo considera un’occasione persa. Con una certezza: il futuro di piazza Europa continuerà a essere terreno di confronto politico anche per le prossime amministrazioni.














