Sembra che l’erba del vicino sia sempre più verde. Nel caso di Cuneo, però, è semplicemente meno puzzolente. Basta attraversare il confine e fermarsi a Mentone per accorgersi che, mentre nella città dei limoni i servizi pubblici sono numerosi e dignitosi, nel capoluogo della Granda l’esperienza può trasformarsi in un piccolo viaggio nel disagio urbano.
I numeri, già da soli, raccontano molto: quattro toilettes pubbliche a Cuneo contro le sedici di Mentone, dove peraltro il flusso turistico è decisamente più elevato. Ma non è soltanto una questione quantitativa. È lo stato in cui versano i servizi cuneesi a colpire – e, soprattutto, l’olfatto. Cartacce, scritte sui muri, tazze arrugginite, spesso senza acqua, porte che non si chiudono e odori poco invitanti rappresentano un biglietto da visita tutt’altro che accogliente per cittadini e visitatori.
E mentre a Mentone i servizi pubblici – gratuiti – somigliano a piccoli salottini, con dispensatori di profumo e sistemi di igienizzazione automatica, a Cuneo il confronto appare impietoso. Non stupisce che molti turisti transalpini, abituati ad altro, possano pensare di essere approdati in un’altra epoca, più che in un’altra città.
Il nostro sopralluogo parte da corso Brunet. Qui la caratteristica principale, ormai da anni, è la porta scorrevole che solo un forzuto riesce a chiudere. Non proprio il massimo per anziani o persone con difficoltà motorie. All’interno la situazione non migliora: tazza ingiallita e incrostata, pareti ricoperte di graffiti e una puzza persistente.


Ci spostiamo poi in viale Angeli, al Parco della Resistenza. È la meno peggio tra quelle visitate: tazza semi ingiallita, pareti sporche ma meno delle altre


E una scritta gigantesca lasciata da qualcuno che, evidentemente, non ha apprezzato il luogo:

In pieno centro, nel cosiddetto “salotto della città”, la situazione non è più confortante. In corso Soleri, all’angolo con piazza Galimberti, la toilette si presenta in condizioni decisamente indecorose: tazza completamente gialla, sacco dell’immondizia stracolmo, pareti imbrattate e odore nauseabondo.



Immaginare un turista che entra qui per la prima volta è fin troppo facile: se questo è il salotto, il resto non promette bene.
Ultima tappa, piazza Torino. La struttura, in sé, sarebbe anche passabile, ma qualcuno ha lasciato un “ricordino” fuori posto, e l’odore fa rapidamente dimenticare ogni buona intenzione.


Questo il quadro attuale dei servizi pubblici cittadini. Una situazione che, non a caso, finirà presto sul tavolo del Consiglio comunale. I consiglieri del gruppo “Centro per Cuneo" hanno infatti presentato un’interpellanza per chiedere conto dello stato di attuazione degli interventi di riqualificazione previsti dalla delibera di Giunta n. 240 del 7 agosto 2025.
Il progetto, dal valore complessivo di 360 mila euro, prevede la riqualificazione dei quattro WC pubblici cittadini – corso Brunet, Parco della Resistenza, corso Soleri e piazza Torino – oltre ad altri interventi di miglioramento. Tuttavia, a oggi, i lavori non risultano ancora avviati, nonostante materiali tecnici e proposte fossero già disponibili da tempo.
Nell’interpellanza si chiede all’assessore competente di chiarire tempi, eventuali ritardi, stato delle procedure di affidamento e cronoprogramma degli interventi. Non solo: si domanda anche se l’amministrazione intenda migliorare la segnaletica e l’informazione sull’ubicazione dei servizi igienici pubblici, anche attraverso le nuove paline a led e la cartellonistica stradale.
La discussione è attesa nella prossima seduta del Consiglio comunale. Nel frattempo, chi cerca un bagno pubblico a Cuneo farebbe bene a portare con sé un po’ di spirito di adattamento. E, magari, anche un deodorante.














