Pubblichiamo la lettera di una mamma. Solleva una questione oggettiva, quella del fumo all'aperto e, più nel dettaglio, del fumo nelle aree gioco dedicate ai bambini.
Perché, evidenzia, all'interno non esiste il divieto esplicito di fumo? Dove non arriva il buonsenso, dovrebbe intervenire la norma. Come già accaduto in molte città nel mondo e in Europa e, più di recente, anche in diverse città italiane, a partire proprio da Milano.
Lasciamo spazio alle parole di questa lettrice, di elogio per la qualità e la cura di queste aree e di disappunto per il fatto che all'interno non sia vietato fumare.
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Egr. Sig. Direttore,
da circa tre anni frequento assiduamente un microcosmo cittadino che, fino a poco tempo fa, non apparteneva alla mia quotidianità: le aree gioco per bambini.
Sento il dovere di premettere un plauso all'amministrazione di Cuneo.
La nostra città si conferma un fiore all’occhiello per quanto riguarda il verde pubblico: parchi curati, frazioni coinvolte e strutture ludiche di recente installazione che rispettano i più alti standard di sicurezza. Persino il servizio di pulizia è encomiabile; non è raro, infatti, incontrare gli addetti al decoro urbano al lavoro nei fine settimana per svuotare i cestini e sanificare le aree.
Tutto perfetto, dunque? Purtroppo no.
Esiste una nota stonata, a mio avviso intollerabile: la costante presenza di adulti — spesso genitori o accompagnatori — che fumano indisturbati all'interno dei recinti dedicati ai giochi.
Sebbene la segnaletica attuale si limiti a vietare l’ingresso ai cani, l’uso delle biciclette e il gioco del pallone, ritengo che il divieto di fumo dovrebbe essere considerato implicito e prioritario.
Se la legge già prevede sanzioni aggravate per chi fuma in presenza di minori o donne in gravidanza nei luoghi chiusi, è evidente che il legislatore riconosca il fumo passivo come un rischio concreto per i soggetti vulnerabili.
La libertà del singolo di assecondare un vizio deve necessariamente arrestarsi di fronte al diritto alla salute, sancito dalla nostra Costituzione. È una questione di etica, prima ancora che di regolamenti.
Per i bambini: Il parco è il luogo deputato al loro benessere. Esporli a sostanze tossiche proprio lì dove dovrebbero respirare aria pulita è un paradosso inaccettabile.
Per l'educazione: Permettere il fumo in un'area protetta normalizza un comportamento dannoso agli occhi delle nuove generazioni.
Non possiamo permettere che l'eccellenza strutturale dei nostri parchi sia vanificata dall'inciviltà di pochi.
Chiedo dunque, attraverso le Sue colonne, se l’Amministrazione non ritenga opportuno intervenire con un’ordinanza specifica o, quanto meno, con l’integrazione della segnaletica, dichiarando le aree gioco ufficialmente "Smoke-Free".
Rendere Cuneo una città moderna significa anche avere il coraggio di proteggere il respiro dei nostri figli.














