Anche l’amministrazione di Lequio Tanaro e la cittadinanza hanno vissuto con commozione la ricorrenza del 25 aprile. La manifestazione si è tenuta in questo caso la domenica mattina, 26 aprile, davanti al monumento dei Caduti in piazza Senator Curreno.
“Il 25 aprile in un piccolo Comune non è diverso da Roma o Milano. Nei nostri piccoli Comuni è molto più vero. Questa data non appartiene ai libri di storia, ma a questa piazza e a questa comunità. – ha commentato il sindaco Giuseppe Trossarello durante la cerimonia, di cui riportiamo alcuni passi importanti del discorso - Qui ci conosciamo tutti, è proprio per questo sappiamo cosa vuol dire la parola comunità. La Resistenza, qui, passò dalle nostre cascine, dalle porte che si aprirono per nascondere un partigiano. Passò dal pane diviso quando non ce n’era. Passò dai nomi che ora sono scritti su questa lapide. Il 25 aprile non è una celebrazione del passato, è un’assunzione di responsabilità del presente. La Costituzione nata dalla Resistenza ci ha consegnato tre parole: antifascismo, libertà, Repubblica fondata sul lavoro. In un Comune queste parole diventano concrete. Nessuno deve rimanere indietro e le regole valgono per tutti”.
E ancora: “Il mio dovere di sindaco e di noi amministratori di questa comunità è fare in modo che questo Comune resti degno del sacrificio dei nostri valorosi antenati. Vuol dire lottare per la comunità perché vi sia lavoro, scuola e futuro. Per questo deponiamo una corona, che non è un gesto formale, ma una promessa ai nostri Caduti. Il vostro sacrificio non è stato vano. Questa terra resta libera, aperta e solidale”.














