I totem digitali disseminati in vari punti della città torneranno presto ad avere una funzione più ampia rispetto a quella originaria. Lo ha annunciato in Consiglio comunale la vicesindaca e assessora alla Cultura Caterina Pasini, rispondendo a un’interrogazione del consigliere di minoranza Emanuele Bolla, che aveva chiesto chiarimenti sul mancato utilizzo delle dodici strutture dotate di QR code installate negli anni scorsi.
Il tema nasce dall’osservazione, sollevata da Bolla, che da diversi mesi i totem siano rimasti privi delle grafiche che ne caratterizzavano l’utilizzo, apparendo ai cittadini come semplici strutture metalliche con un codice QR.
Secondo l’assessora Pasini, i supporti non sono però mai stati disattivati.
“I dodici totem installati dalla precedente amministrazione sono attualmente utilizzati esattamente nella forma e nel modo in cui erano stati pensati e predisposti. Il collegamento associato ai QR code è attivo e reindirizza l’utente alla piattaforma di bigliettazione elettronica del Mudet”, ha spiegato.
L’Amministrazione intende però compiere un passo ulteriore, trasformando i totem in veri e propri hub digitali della cultura cittadina.
“È in corso un restyling dei supporti e una riconfigurazione tecnica dei codici. Il nuovo QR code indirizzerà gli utenti al portale Alba Cultura Eventi – Visita Alba, che raccoglie l’intera offerta culturale e turistica della città, compresi i musei e la biglietteria online del Mudet”, ha aggiunto la vicesindaca.
L’obiettivo dichiarato è quello di valorizzare uno strumento già esistente, collegandolo a una piattaforma unica e multilingue pensata sia per i residenti sia per i visitatori.
Nel corso della risposta è stato affrontato anche il tema delle spese sostenute per altre forme di comunicazione culturale. Pasini ha riferito che dall’inizio del 2026 il Comune ha impegnato 1.634,80 euro per installazioni promozionali dedicate agli eventi culturali e turistici, tra pennoni, banner, striscioni e supporti pubblicitari utilizzati in occasione di Vinum e delle iniziative della stagione primavera-estate.
Pur apprezzando la volontà dell’Amministrazione di rilanciare il progetto, Bolla ha contestato la descrizione di un utilizzo “invariato” rispetto al passato.
“Dire che sono esattamente nella forma e nel modo in cui erano stati utilizzati in precedenza non è corretto. Oggi abbiamo sostanzialmente dei pezzi di metallo che nessuno capisce cosa siano, con un piccolo QR code buttato lì in mezzo. Se non hanno una veste chiara è difficile comprenderne la funzione”, ha osservato il consigliere.














