TORINO (ITALPRESS) - "Avevo ottenuto rassicurazioni sulla protezione aumentata prima che mettessero la bomba". Con queste parole il conduttore di Report, Sigfrido Ranucci, risponde in un'intervista a La Stampa in merito alla confessione del faccendiere Valter Lavitola. Ranucci respinge fermamente l'ipotesi che Lavitola abbia agito per favorire un rafforzamento della sua scorta, precisando che la richiesta di maggiore protezione era stata avanzata ben prima dell'attentato e che le autorità avevano già manifestato l'intenzione di procedere in tal senso. Il giornalista definisce quanto sta accadendo come "la più grande character assassination della storia del giornalismo". In merito alle pressioni politiche, in particolare del centrodestra che ne chiede le dimissioni, Ranucci chiarisce la propria posizione sulla possibilità di una carriera politica: "Non ho mai avuto nessuna volontà di candidarmi". Il conduttore ha inoltre precisato che non sussiste alcun paragone tra la sua vicenda e quelle di Moro e Falcone, citati in un post sui social che ha sollevato polemiche. Ranucci, nel frattempo, conferma di essere già al lavoro con la sua squadra per la prossima stagione di Report.(ITALPRESS).
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