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Attualità | 10 settembre 2026, 14:00

Nuove Terme di Valdieri tra Accordo di programma in scadenza e la proposta di Ciga srl sul tavolo [VIDEO]

Dopo i bandi andati deserti, il gruppo di Manta con un investimento di circa 10 milioni propone un progetto ridimensionato rispetto al piano originario che prevede resort, centro termale e spa. Il sindaco Giordana: “Abbiamo trovato l’investitore, ora tocca alla Regione”

Scade oggi, 10 settembre, l’Accordo di programma sottoscritto nel 2009 tra Regione Piemonte, Provincia di Cuneo e Comune di Valdieri per il rilancio del progetto delle nuove Terme della valle Gesso. Un percorso che affonda le proprie radici nel 1967 e che, dopo decenni di progetti, studi, tentativi e gare senza esito, sembra oggi avere nuovamente un investitore privato interessato a trasformare il progetto in una struttura concreta.

Ieri, mercoledì 9 settembre, nel salone del Parco Alpi Marittime, il Comune di Valdieri ha fatto il punto sulla situazione, la ricostruzione della lunga cronistoria è stata ripresa dal sindaco Guido Giordana, dopo l'introduzione della vicesindaca Sharon Giraudo, che ha poi dato la parola all’architetto Giovanni Spada, in rappresentanza del gruppo di progettazione legato a Ciga Costruzioni, di amministratori dei Comuni della valle e della consigliera regionale Giulia Marro.

La proposta della società, presentata ufficialmente in Comune il 3 settembre, arriva a ridosso della scadenza dell’Accordo di programma e modifica in maniera significativa l’impostazione originaria. Il progetto prevede infatti di partire da un primo lotto di circa 28 mila metri quadrati, a fronte dei 56 mila previsti dall’attuale Piano per gli insediamenti produttivi, oltre a circa 4.500 metri quadrati destinati alla viabilità richiesta dalla Provincia.

Su quest’area Ciga propone la realizzazione di una struttura alberghiera di alto livello di circa 50 camere, affiancata da un centro termale e una spa con piscine interne ed esterne, palestre per attrezzi e pilates, sale conferenze e due ristoranti. L’idea progettuale prevede inoltre l’impiego di materiali tradizionali, come la pietra, insieme a serramenti di ampie dimensioni.

L’investimento privato indicato è di circa 10 milioni di euro, destinati alla progettazione e alla realizzazione dell’albergo, della spa e del centro termale. Il nodo riguarda invece le opere di urbanizzazione e accessibilità dell’area, per le quali Ciga chiede un intervento pubblico, oltre alla possibilità di utilizzare le opere pubbliche per un periodo di almeno 30 anni.

La nostra proposta individua da dove è realistico partire perché i sogni sono belli ma devono poi essere concretizzati”, ha spiegato l’architetto Giovanni Spada, sottolineando come i 56 mila metri quadrati inizialmente individuati siano oggi sovradimensionati rispetto alla possibilità concreta di avviare l’intervento.

Nel progetto trova spazio anche una centrale termica alimentata a cippato, pensata per riscaldare l’acqua estratta dal pozzo a 380 metri, che alla fonte non presenta una temperatura sufficiente, e per alimentare l'impianto di riscaldamento e climatizzazione dell'hotel. La soluzione potrebbe inoltre consentire, in prospettiva, di servire eventuali strutture pubbliche comunali.

Ma perché il progetto possa partire servono soprattutto certezze sui tempi. “Se investiamo questi capitali non possiamo aspettare per avere un ritorno perché vorrebbe dire che la società o il gruppo andrebbe in tribunale”, ha spiegato Spada, evidenziando la necessità di un quadro amministrativo chiaro.

GUARDA LE INTERVISTE NEL VIDEO:

Il progetto delle Terme di Valdieri arriva a questo nuovo passaggio dopo una storia lunga quasi sessant'anni. Il sindaco Giordana ha ricostruito nel dettaglio le diverse fasi del percorso, partendo dalle prime ipotesi del 1967 e arrivando ai tentativi degli ultimi anni.

Tra il 1977 e il 1979 il commendatore Agostino Bonetto acquisì le Terme Reali di Valdieri e presentò il primo progetto per portare le acque termali fino a San Rocco Castagnaretta. Negli anni Novanta e Duemila l'ipotesi venne ripresa dalle amministrazioni comunali, con studi per una condotta di circa 14 chilometri e un progetto dal valore stimato di 50 milioni di euro, a fronte di un contributo regionale previsto di 6,5 milioni.

Nel 2009 venne sottoscritto l’Accordo di programma tra Regione Piemonte, Provincia e Comunità Montana per la realizzazione delle condotte per l’acqua termale e minerale e per la manutenzione della strada provinciale 249. L'area destinata all'imbottigliamento venne successivamente spostata da San Lorenzo ad Andonno e la superficie del PIP ridimensionata a 56 mila metri quadrati.

Nel corso degli anni, tuttavia, l'ipotesi della condotta dalle Terme Reali si rivelò impraticabile: il pozzo realizzato dalla famiglia Bonetto, con un investimento privato di circa 480 mila euro, fornì una portata d'acqua pari a circa un terzo di quella necessaria.

Nel 2012 la Regione archiviò quindi l'ipotesi della condotta da 14 chilometri e le risorse regionali disponibili scesero a circa 4 milioni di euro. Un successivo tentativo, nel 2013, con il pozzo di Registel nel Comune di Entracque, non diede i risultati sperati perché l'acqua non possedeva i requisiti termali richiesti.

La ricerca si spostò quindi sul territorio di Valdieri. Dopo un primo carotaggio negativo nella Piana di Santa Croce, a circa 750 metri di profondità, venne realizzato un secondo pozzo. Il PZ2, a circa 380 metri di profondità, permise di individuare acqua minerale alla temperatura indicata nella documentazione progettuale e successivamente riconosciuta dal Ministero della Salute. Per la realizzazione del pozzo vennero investiti circa 600 mila euro.

Da allora sono state avviate diverse procedure per individuare un soggetto interessato alla realizzazione e alla gestione della struttura, senza però arrivare a un risultato. L'ultima manifestazione di interesse a livello nazionale ed europeo era andata deserta a gennaio.

Ora sul tavolo c'è la proposta di Ciga Costruzioni, che ha ritenuto il precedente progetto troppo oneroso e antieconomico, elaborando una soluzione ridimensionata nelle superfici ma sostenuta da un investimento privato diretto.

Resta però da sciogliere il nodo delle risorse pubbliche. Secondo quanto spiegato dal sindaco Giordana, dei circa 4 milioni inizialmente disponibili resterebbero oggi circa 3 milioni di euro, dopo le spese sostenute per il pozzo, gli studi e le pratiche. Per sostenere le opere pubbliche e urbanistiche richieste dal nuovo progetto sarebbe quindi necessario un ulteriore finanziamento regionale di almeno 3 milioni di euro, oltre alle risorse necessarie per il riscaldamento e l'urbanizzazione per rendere accessibile l'area.

Un altro capitolo riguarda la disponibilità dei terreni. I proprietari delle aree individuate hanno sostenuto negli anni i relativi costi e dovranno trovare un accordo per la cessione delle aree. Nel caso non si arrivi a un'intesa, resta sullo sfondo anche l'ipotesi dell'esproprio.

Il sindaco rivendica quindi il lavoro svolto dal Comune e guarda ora alla Regione. “Io la mia parte l'ho fatta. Ci siamo spesi, ci siamo dati da fare, abbiamo trovato un investitore. Ora voglio sedermi a un tavolo, voglio vedere in faccia la politica che mi dica e che creda nella valle Gesso”.

Un'apertura è arrivata dalla Regione Piemonte attraverso l'assessore alla Montagna Marco Gallo, assente all'incontro per impegni istituzionali. La sua nota, letta dalla vicesindaca Sharon Giraudo, conferma la volontà di mantenere aperto il percorso: “La Regione Piemonte intende dare continuità al percorso avviato per il rilancio delle Terme di Valdieri salvaguardando il lavoro, gli studi e gli investimenti realizzati finora”. Gallo ha inoltre indicato l'impegno a preservare, nell'ambito della programmazione 2027, le risorse previste dall'Accordo di programma del 2009, individuando gli strumenti amministrativi necessari per dare continuità agli investimenti.

A sostenere il progetto anche il presidente della Provincia Luca Robaldo, attraverso un messaggio, e diversi amministratori della valle. Sono intervenuti, tra gli altri, il sindaco di Roaschia Maurizio Paoletti e quello di Roccavione Paolo Giraudo, a conferma della dimensione sovracomunale che il progetto potrebbe assumere per il turismo e l'occupazione della valle Gesso.

In chiusura è intervenuta la consigliera regionale Giulia Marro, che ha assicurato attenzione sull'evoluzione dell'iter. “Le Terme di Valdieri possono rappresentare un progetto strategico per tutta la valle Gesso, se realizzato con lo spirito e gli obiettivi con cui era stato pensato”, ha detto, assicurando che continuerà a seguire il progetto in Consiglio regionale e sottolineando la necessità di vigilare anche sull'impiego delle risorse pubbliche e sulla tutela delle risorse idriche.

Il prossimo passaggio sarà ora la convocazione del Collegio di Vigilanza con la Regione Piemonte, chiamato a valutare il rinnovo e le modifiche dell'Accordo di programma, compresa la questione delle risorse economiche.

Per il Comune di Valdieri si apre quindi una nuova fase: dopo quasi sessant'anni di progetti e tentativi, la presenza di un investitore privato riporta sul tavolo la possibilità di realizzare le nuove Terme, ma il percorso resta legato alle decisioni della Regione, alle risorse pubbliche, alla disponibilità delle aree e alla definizione di tempi certi per l'intervento.

Sara Aschero

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