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Attualità | 16 settembre 2026, 12:15

Cuneo, scuolabus per gli alunni residenti nelle frazioni, dopo la protesta di una famiglia l'assessore Pellegrino apre al dialogo: "Valutiamo la fattibilità"

Una residente di Spinetta segnala le difficoltà d'accesso al servizio verso la scuola di Tetto Canale. Dall'assessorato alla mobilità c'è l'ascolto: "inviate le richieste per verificarne l'organizzazione e la sostenibilità economica"

Cuneo, scuolabus per gli alunni residenti nelle frazioni, dopo la protesta di una famiglia l'assessore Pellegrino apre al dialogo: "Valutiamo la fattibilità"

Il percorso tra casa e scuola, nelle frazioni di Cuneo, rischia a volte di trasformarsi in un vero e proprio percorso ad ostacoli per i genitori e i loro figli. A risollevare l'attenzione sulle criticità dei trasporti e sui servizi dedicati ai più piccoli è la testimonianza di una mamma di Spinetta, la cui vicenda personale riflette una difficoltà ampiamente condivisa dalle famiglie che vivono nei piccoli centri, come l'Oltregesso, come nel caso particolare.

In attesa del secondo figlio a breve e senza patente, la donna ha contattato il Comune per chiedere la possibilità di far usufruire dello scuolabus  al figlio di 5 anni, iscritto alla scuola dell'infanzia di Tetto Canale, a circa 800 metri da casa. Un tragitto breve sulla carta, ma insidioso da percorrere a piedi sul ciglio della strada, del tutto priva di marciapiedi e illuminazione. A ferire la cittadina, prima ancora del no legato ai regolamenti di residenza, è stato il modo in cui è stata liquidata dall'ufficio trasporti: "Se mi fosse stato semplicemente detto, mi dispiace, il servizio è regolamentato in questo modo, avrei accettato la risposta, anche se non condividendola. Quello che non riesco ad accettare è che una mamma che telefona per chiedere informazioni su un servizio pubblico venga invitata a cambiare scuola o addirittura residenza".

I toni usati durante la telefonata hanno lasciato un forte senso di sconforto, spingendo la residente a una riflessione sul rapporto tra amministrazione e cittadini. "Credo che dietro ogni richiesta di un genitore, dice al nostro giornale,  ci sia una situazione familiare che spesso chi risponde non conosce. Conciliare impegni e orari scolastici è già un rebus: non tutti hanno i nonni vicini né tutti possono permettersi una babysitter. E quando si è al termine di una gravidanza, anche 800 metri diventano un problema concreto se bisogna percorrerli a piedi con un bimbo di 5 anni e, tra poche settimane, con una carrozzina e un neonato".

Interpellato sulla vicenda, l'assessore con delega alle Frazioni alla Mobilità Luca Pellegrino ha espresso comprensione per le difficoltà delle famiglie, aprendo al dialogo con il territorio: "Capisco perfettamente il problema, sia dal punto di vista umano sia sotto il profilo organizzativo per le famiglie, e mi dispiace per i toni utilizzati durante la telefonata con gli uffici comunali, pur tenendo conto che bisognerebbe sempre valutare come ci si è posti reciprocamente. Al di là delle polemiche, il nostro assessorato è pienamente aperto all'ascolto e a valutare le proposte: invito le famiglie interessate da questa problematica a inviare una richiesta formale tramite mail all'ufficio protocollo".

(In foto, l'assessore Luca Pellegrino con delega alla Mobilità, Città accessibile, Piste Ciclabili, Quartieri e Frazioni)

L'assessore ha poi chiarito i margini di manovra e le valutazioni necessarie per eventuali modifiche al servizio: "Certo, non è possibile prevedere il trasporto degli alunni da frazioni troppo distanti, perché la gestione diventerebbe eccessivamente complessa. Tuttavia, carte alla mano, ci si può sedere attorno a un tavolo e valutare le singole istanze per verificare la fattibilità logistica e la sostenibilità economica, un po' sulla scia di quanto già fatto per il pulmino diretto a Ronchi, che è stato programmato anche per il servizio doposcuola".

A incidere sulle decisioni è infatti anche la sostenibilità del servizio sul bilancio pubblico, come evidenziato dallo stesso assessore: "occorre considerare che il servizio di scuolabus è coperto dalle rette delle famiglie solo per il 20 per cento, mentre il restante 80 per cento è a carico del Comune. Dobbiamo quindi valutare attentamente se le richieste siano sostenibili dal punto di vista economico. Detto questo, se le frazioni interessate sono vicine e il numero di alunni coinvolti permette una gestione ottimale senza sforare i costi rientrando nel budget, il servizio si può assolutamente valutare, studiare e realizzare".

Angela Panzera

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