Adesione totale e una forte partecipazione di istituzioni e politica al presidio organizzato davanti ai cancelli dello stabilimento in località Piano a Sommariva Perno. Si è svolta nella giornata di oggi, giovedì 17 settembre 2026, la prima giornata di sciopero promossa contro la decisione della multinazionale statunitense Allison Transmission – subentrata nel febbraio scorso al gruppo Dana – di chiudere il sito roerino e trasferire tutti i 180 lavoratori presso gli impianti di Rivoli, in provincia di Torino.

Una scelta unilaterale che i sindacati definiscono un vero e proprio "licenziamento mascherato", considerato l'impatto economico e logistico di uno spostamento quotidiano di oltre 50 chilometri su lavoratori, donne e contratti part-time. Al presidio hanno portato la loro solidarietà il senatore Giorgio Bergesio, il consigliere regionale Daniele Sobrero e diversi sindaci del territorio.
"La partecipazione dei lavoratori è stata totale – spiega Domenico Calabrese, componente della segreteria provinciale della Fiom Cgil –. Ai lavoratori e alle istituzioni abbiamo comunicato la richiesta di attivazione di un tavolo al Mimit (Ministero dell'Industria e del Made in Italy), mentre il primo incontro con l'azienda si terrà il prossimo venerdì 2 ottobre 2026 nel coordinamento nazionale a Torino, presso la sede di Confindustria. L'azienda deve tornare indietro: lo sciopero proseguirà nelle giornate di venerdì 18 settembre 2026 e sabato 19 settembre 2026. Se non retrocederà, proclameremo l'assemblea permanente e uno sciopero ad oltranza, mentre le trattative per l'integrativo restano sospese".
Sulla stessa linea si attesta la Fim Cisl Cuneo, che con il segretario generale Roberto Lepori e Massimo Mana della segreteria ribadisce il proprio no alla chiusura dello stabilimento: "Lo stabilimento di Sommariva Perno non si chiude – affermano i rappresentanti della Fim Cisl –. Non siamo disponibili ad accettare decisioni unilaterali che scaricano sulle persone il costo di una scelta aziendale. Chiediamo ad Allison di fermare questa operazione e di aprire un confronto per individuare soluzioni alternative che garantiscano la continuità produttiva e occupazionale".
Preoccupa inoltre il futuro dell'intero gruppo nella Granda, dove tra Sommariva Perno e Cervere si contano circa 400 addetti, inseriti in un contesto nazionale da oltre 4.000 lavoratori impegnati in 12 sedi che ancora attendono la presentazione del piano industriale.




























