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Attualità | 18 settembre 2026, 16:04

Ad Alba nasce l'unità di strada: tè, coperte e soprattutto ascolto per chi dorme all'aperto

Prima uscita serale della Croce Rossa insieme a Caritas e Associazione Nazionale Carabinieri: incontrate una trentina di persone tra Lungotanaro, zona H, via Pola e giardini della stazione. Paola Iorio, delegata al Sociale della Croce Rossa: "Mercoledì torneremo".

Alcuni accampamenti sul Lungotanaro ad Alba

Alcuni accampamenti sul Lungotanaro ad Alba

Un ragazzo prende una volontaria per mano e le dice: "Vieni, ti faccio vedere la mia casa". La casa è un cartone con due coperte. Lo mostra senza rabbia, quasi con naturalezza. È una delle immagini rimaste impresse a Paola Iorio, delegata al Sociale della Croce Rossa albese, dopo la prima uscita di una nuova unità di strada dedicata alle persone che dormono all'aperto ad Alba.

L'iniziativa è partita mercoledì sera, dalle 20.30 alle 22.30, coinvolgendo la Croce Rossa, il direttore della Caritas albese don Domenico Degiorgis , un'operatrice sociale e due volontari dell'Associazione Nazionale Carabinieri. Un primo giro che ha portato il gruppo in diversi luoghi nei quali, in queste settimane, trovano riparo persone senza una sistemazione: Parco Tanaro, zona H, l'area davanti alla mensa di via Pola e i giardini della stazione. È stato effettuato anche un passaggio in piazza San Paolo.

In tutto sono state incontrate circa trenta persone. Alcune erano già conosciute dagli operatori perché frequentano i servizi Caritas, altre no. Una realtà composita, nella quale convivono situazioni differenti e che in questo periodo comprende anche lavoratori arrivati sul territorio per la stagione agricola.

Proprio dal Lungotanaro, già al centro dell'attenzione nelle ultime settimane per la presenza di persone che dormono in sistemazioni precarie, arriva un dato nuovo. "Ne abbiamo incontrati alcuni e ho scoperto che probabilmente lungo il Tanaro sono almeno 16 gli stagionali", riferisce don Domenico Degiorgis. Una stima maturata durante l'uscita, che aggiorna il quadro emerso nei giorni scorsi senza identificare come stagionali tutte le persone presenti nell'area.

La serata è nata dopo il lavoro che Paola Iorio ha iniziato a svolgere insieme alla Caritas e il contatto diretto con quella che definisce l'attuale "emergenza sociale" della città.

"Mi è venuta l'idea di creare un'unità di strada. Siamo partiti con tè, caffè, biscotti e coperte, ma non è stato soltanto un lavoro di distribuzione – racconta Iorio –. Ci siamo fermati a parlare con le persone, ad ascoltare quali fossero i loro problemi e i loro bisogni".

Ed è proprio il tempo dell'ascolto ad aver assunto un peso inatteso. Nei servizi quotidiani, soprattutto durante la distribuzione dei pasti, non sempre è possibile fermarsi a lungo. In strada, invece, le conversazioni si sono protratte tanto da costringere a prolungare il giro fino alle 22.30.

"Forse quello che hanno manifestato maggiormente è stato proprio il desiderio di parlare. Ci siamo dilungati e a un certo punto siamo stati noi a dover dire che dovevamo andare. Abbiamo detto loro che mercoledì prossimo torneremo e di comunicarci se avranno bisogno di qualcosa", spiega Iorio.

La necessità materiale più immediata resta però quella delle coperte. Quelle portate durante la prima uscita sono state distribuite tutte. "Ne stiamo cercando il maggior numero possibile, perché ne hanno bisogno, soprattutto ora che comincia a fare più freddo", sottolinea la referente della Croce Rossa.

Durante il giro è emersa anche una piccola rete di solidarietà tra le stesse persone incontrate. In zona H, due ragazzi che hanno recentemente trovato un appartamento con un contratto annuale stavano portando materiale agli amici che continuano a dormire all'aperto. "Si aiutano tra loro. Loro hanno già dormito fuori e sanno cosa significa", osserva Iorio.

L'unità di strada ha portato con sé anche uno zaino per le emergenze, consentendo di offrire un primo supporto a un ragazzo che lamentava dolore al collo. L'intenzione è mantenere anche questa attenzione alle eventuali necessità sanitarie riscontrate durante le uscite.

La nuova iniziativa si inserisce in un momento particolarmente delicato. Nelle ultime settimane la Caritas albese ha segnalato un afflusso superiore agli anni precedenti, mentre la presenza di persone che dormono lungo il Tanaro, davanti alla mensa e in altri punti della città ha riportato al centro il problema delle sistemazioni notturne. Non si tratta di un unico gruppo: accanto agli stagionali sono presenti persone con storie e fragilità differenti.

Per ora l'unità di strada tornerà ogni mercoledì sera. La frequenza potrà eventualmente aumentare se ci saranno necessità e volontari disponibili. Parallelamente resta il tema dell'arrivo dei mesi più freddi e della possibile riattivazione dell'emergenza freddo, che lo scorso inverno aveva consentito di mettere a disposizione ulteriori posti al coperto.

"Adesso arriva il freddo e questa è una cosa che preoccupa tutti, comprese le persone che abbiamo incontrato – conclude Iorio –. Intanto continueremo questo progetto e lavoreremo con chi, anche in Comune, si occupa di queste situazioni per costruire altre proposte".

d.v.

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