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Attualità | 24 settembre 2026, 18:17

Minacce al direttore della Caritas di Alba: anche l'Anpi condanna le intimidazioni e chiede tutela per i lavoratori agricoli

L'Associazione Partigiani esprime solidarietà a don Domenico Degiorgis e lancia un appello contro lo sfruttamento nei vigneti: "Le nostre eccellenze enogastronomiche non devono macchiarsi di disumanità"

Minacce al direttore della Caritas di Alba: anche l'Anpi condanna le intimidazioni e chiede tutela per i lavoratori agricoli

La sezione Alba Bra Langhe e Roero dell'Anpi si unisce al coro di condanna delle intimidazioni denunciate dal direttore della Caritas diocesana, don Domenico De Giorgis, minacciato per aver denunciato le criticità legate all'accoglienza dei lavoratori stagionali e al fenomeno del caporalato sul territorio. Di seguito il testo integrale dell'intervento.

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In seguito alle intimidazioni ricevute da don Domenico Degiorgis, direttore della Caritas diocesana e del Centro di prima accoglienza di via Pola ad Alba, l’Anpi Alba-Bra-Langhe e Roero esprime la sua piena solidarietà e si unisce alla denuncia di una situazione inaccettabile, ad Alba come in tutti i luoghi in cui l’agricoltura diventa un terreno di sfruttamento e violazione dei diritti umani.

Don Degiorgis si è esposto denunciando la mancanza di strutture abitative adeguate al crescente numero di lavoratori stagionali impiegati nella filiera del vino. Nel centro di accoglienza di via Pola sono disponibili solo 24 posti-letto, così molte di queste persone sono costrette a trovare soluzioni abitative di fortuna, dall’accampamento sul Tanaro ad alloggi sovraffollati in spazi insalubri e non adeguati.

In seguito a questa denuncia, don Domenico Degiorgis ha ricevuto un invito a non parlare più di caporalato e di sfruttamento del lavoro: di fatto un’intimidazione, una minaccia che l’Anpi Alba Bra denuncia con fermezza, esprimendo tutta la propria solidarietà a chi, come don Domenico, si batte per il diritto a una vita dignitosa per ogni essere umano.

Più in generale, l’Anpi esorta gli imprenditori agricoli e le forze politiche a impegnarsi affinché i prodotti del nostro territorio non siano frutto di un lavoro sottopagato, senza diritti, spesso in nero. I nostri vini e prodotti pregiati non devono macchiarsi del sangue dei migranti.

Non vogliamo che le nostre eccellenze enogastronomiche si trasformino in eccellenze di sfruttamento e disumanità.

Anpi sezione Alba Bra Langhe e Roero

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