Nella serata di venerdì 9 ottobre, presso i locali dell'ex Ilsa di Ceva, in piazza Don Bado, si è tenuto il kick off meeting del progetto Ceva Partecipata - Spazi, luoghi, comunità.
Oltre 70 persone hanno partecipato alla serata, durante la quale si sono tenute sia la presentazione ufficiale e istituzionale dell’iniziativa, sia un’attività di gruppo, finalizzata a raccogliere i primi pareri sulle zone e sulle tematiche a oggi individuate dall’Amministrazione comunale.
Dopo un piccolo buffet di benvenuto, il sindaco Fabio Mottinelli e la consigliera Ilaria Accamo, referente di progetto, hanno introdotto i lavori presentando sia la progettualità nel suo insieme, sia il nuovo logo, sia le 6 aree d’azione su cui si intende lavorare. Le 6 aree e tematiche, come evidenziato durante l’incontro stesso, sono proposte dell'Amministrazione non vincolanti.
“Mi permetto di usare un paragone preso in prestito alla natura che ci circonda. Avete presente quando gli stormi di uccelli, in volo, cambiano direzione e formano figure in cielo? Ecco, non seguono un solo leader, ma solitamente seguono la direzione dei primi 6 o 7 elementi del gruppo, che indicano la direzione. Vorremmo che la co-progettazione di Ceva Partecipata fosse proprio così, un luogo in cui non si segue una sola persona, ma dove ciascuno può esprimere la sua opinione, sulla base di alcune direttive tracciate insieme”. Queste le parole del primo cittadino.
“Abbiamo già avuto un’esperienza simile, con il Parco La Rotonda, luogo molto amato da tutti i cebani, ma soprattutto dai più piccoli. Abbiamo voluto ascoltare proprio il parere dei bambini, per dare loro uno spazio su misura, e ora mettiamo in campo gli stessi strumenti di ascolto e partecipazione, però aperti a tutti. Durante la campagna elettorale vi avevamo promesso che non saremmo stati silenti per tutto il mandato, per poi tornare a farci vedere dopo 5 anni dall’elezione, direi che questa ne è la prova concreta: siamo qui, davanti a voi, per raccogliere pareri, consigli e metterci in gioco insieme”.
“Siamo molto felici ed emozionati di essere qui questa sera, di poter entrare nel vivo della progettualità, dopo gli incontri preliminari svolti con i referenti di zona, i ragazzi della Consulta Giovanile e i rappresentanti di enti e associazioni", ha quindi proseguito Ilaria Accamo. “In questa occasione vi presentiamo anche il logo, che si è basato sull’analisi dei dati raccolti dagli incontri precedenti e dallo stand situato alla Mostra Internazionale del Fungo. Il giallo del sole, del calore, ma anche della storia di Ceva e dello stemma della città, il verde della natura e della speranza, speranza per il futuro, il rosso della passione, dell’amore per la nostra comunità, ma anche il rosso del Teatro Marenco, un luogo simbolo della città, e infine il blu dell’acqua, elemento cardine su cui è costruita Ceva. I pallini che formano il perimetro del cerchio sono tutti uguali come dimensioni ed equidistanti uno dall’altro, perché nessuno di questi elementi prevalga, ma tutti vengano tenuti in pari considerazione, e dentro il bianco, non un vuoto da riempire, ma uno spazio libero, dal quale possiamo entrare e uscire per immaginare una nuova Ceva. Non vi chiediamo grandi sforzi, né tantomeno di essere esperti di urbanistica o progettazione. Vi chiediamo, questo sì, un po’ di tempo e di energie, e un po’ di immaginazione, vi chiediamo di portare i vostri sogni in questo percorso. Noi ci impegneremo a concretizzarli”.
L’area ex Alpi Legno, l’ex Casa Albergo, il Parco Tirassegno, la stessa ex Ilsa sono i luoghi individuati per iniziare a ragionare su una nuova Ceva, riqualificata e arricchita, ma anche la riorganizzazione del mercato e la nuova Scuola Primaria, come temi su cui riflettere e discutere insieme. Sono questi i cardini su cui, la sera stessa, si è iniziato a lavorare collettivamente grazie ai cartelloni e ai materiali allestiti dall’impresa sociale Labins, che si occupa proprio di progettazione partecipata.
“Fino a qui abbiamo incontrato i rappresentanti delle associazioni e degli organi consultivi che collaborano con l’Amministrazione, e abbiamo raccolto pareri su ampia scala dalla Mostra Internazionale del Fungo” ha illustrato Doriana Piazza, proprio a nome di Labins. “Da oggi i nostri incontri si aprono a tutti, e siete, siamo tutti invitati a partecipare e a “lavorare” insieme attraverso attività semplici, divertenti ma molto esaustive dei vostri pareri sulla città. Le aree e le materie di interesse verranno quindi delimitate a 3 o 4, tra quelle previamente individuate, e saranno poi quelle su cui l’Amministrazione andrà a lavorare. Vogliamo in primis tracciare i bisogni, anche se zone o temi che magari non rientrano tra questi, e quindi costruire insieme, per poi arrivare a una definizione di azioni realmente attuabili nell’ambito della città. L’evento di restituzione di fine progetto, che si terrà nel 2027, ci darà un quadro chiaro di ciò che i cittadini hanno espresso in questi mesi”.
Tutti i presenti sono quindi stati invitati ad apporre post-it colorati con le proprie considerazioni sulla storia degli spazi individuati, su chi oggi li utilizza e su come li si vorrebbe rendere più vivi e vivibili, quindi sono stati apposti degli sticker verdi e arancioni in base alla domanda “vorresti tenerlo com’è/vorresti cambiarlo”. La conoscenza del passato dei luoghi, le aspettative e le proiezioni per il futuro e, soprattutto, la percentuale di desiderata sul cambiare gli spazi e le aree d’interesse, saranno il primo, importante punto di partenza su cui lavorare insieme.
Il prossimo appuntamento si terrà sabato 14 novembre e si tratterà di una passeggiata alla scoperta dei luoghi di Ceva da ripensare. Ritrovo alle ore 9.30 in piazza Don Bado, partenza ore 10, conclusione tour ore 12.
Ceva guarda al futuro, ed è pronta a costruirlo insieme ai suoi cittadini, partendo dai loro bisogni, dalle loro idee e da un pizzico di fantasia.
Il progetto Ceva Partecipata è finanziato grazie al contributo della Fondazione CRC.

















