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Eventi | 13 ottobre 2026, 08:56

A Cuneo "E se l'ombra avesse ragione?", la mostra fotografica su inclusione e salute mentale

Gli scatti di Antonella Lingua e Bogdana Samoylenko raccontano il percorso teatrale di utenti e operatori del Centro Diurno ASL CN1, tra i promotori MenteInPace e Sentieri di Pace

A Cuneo "E se l'ombra avesse ragione?", la mostra fotografica su inclusione e salute mentale

L'associazione MenteInPace, in collaborazione con Sentieri di Pace, Progetto HAR, ASL CN1, con il sostegno di Banca di Boves e CSV Società Solidale e il patrocinio del Comune di Cuneo, presenta la mostra fotografica «E se l'ombra avesse ragione? Un viaggio dentro attraverso gli scatti di Antonella Lingua e Bogdana Samoylenko».

L'esposizione rappresenta il naturale coronamento visivo di un lungo cammino di inclusione, espressione e partecipazione sociale. La mostra raccoglie le testimonianze visive del laboratorio teatrale condotto da Elisa Dani e sostenuto dall'associazione MenteInPace, un percorso che ha visto lavorare affiancati utenti e operatori del Centro Diurno dell'ASL CN1 e volontari, culminato nella messa in scena dello spettacolo presentato con grande successo alla Sala Polivalente di Boves lo scorso 7 maggio e al Cineteatro Don Bosco il 25 settembre all'interno della rassegna «Spettacolare!».

A restituire la ricchezza di questa esperienza sono le immagini nate dall'incontro tra due differenti sensibilità artistiche:

Antonella Lingua ha accompagnato il percorso laboratoriale, immortalando i volti e la presenza scenica dei protagonisti con scatti pensati e realizzati come parte integrante dell'estetica dello spettacolo;

Bogdana Samoylenko, fotografa ucraina di 20 anni da poco giunta in Italia, ha seguito il gruppo durante le prove e la replica al Don Bosco, cogliendo attimi fugaci, gesti spontanei e sfumature espressive di straordinaria intensità.

Inserita nel quadro delle iniziative per la Giornata Mondiale della Salute Mentale, l'esposizione intende promuovere una riflessione profonda sul valore del benessere psicofisico e dell'abbattimento dei pregiudizi, dimostrando come l'arte e la condivisione siano strumenti potenti di cittadinanza e riscatto.

"L'ombra non è un limite, ma il luogo da cui emerge la nostra luce più autentica - sottolineano le promotrici -.  Con questa mostra vogliamo offrire alla città un'occasione per guardare oltre lo stigma, incontrando le persone attraverso i loro volti, la loro creatività e la loro umanità".

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