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Politica | 13 ottobre 2026, 17:42

Unioni di Comuni, Guido Giordana: "Il campanilismo non serve, ma l'identità va tutelata"

"No alle fusioni forzate, la montagna si salva unendo i servizi", così il sindaco di Valdieri propone di rafforzare e mettere in rete le Unioni montane, a partire da valle Gesso e valle Vermenagna, mantenendo vivi i singoli Municipi e le identità locali

Guido Giordana, sindaco di Valdieri

Guido Giordana, sindaco di Valdieri

Il 5 ottobre scorso la Settima Commissione del Consiglio regionale, presieduta da Andrea Cerutti, ha svolto le prime determinazioni sul disegno di legge 170, inerente una modifica normativa sulla disciplina associativa degli Enti locali, stabilendo le consultazioni in presenza dei soggetti interessati per il prossimo 15 ottobre. È prevista, come di consueto, anche l'espressione del parere da parte del Cal.

L’assessore agli Enti locali Enrico Bussalino, nell’illustrare la proposta, ha spiegato che occorre spostare il termine di adeguamento al principio di contiguità territoriale (scaduto il 30 giugno scorso), elevandolo al 31 dicembre 2027, in attesa delle valutazioni che saranno fatte nella nuova legge regionale di riordino della materia.

Nelle 82 Unioni di Comuni inserite nella Carta delle forme associative del Piemonte – infatti – risulta che siano attualmente 22 a non rispettare tale requisito.

Sempre di recente il tema è stato dibattuto in un incontro pubblico a Roccavione aperto ai 20 Comuni Margreen. 

Il dibattito dal Consiglio regionale è uscito dall'aula raggiungendo l'interesse degli amministratori locali. Tra questi è intervenuto il sindaco di Valdieri Guido Giordana che intende precisare quali debbano essere le reali priorità operative ed economiche per la tutela e lo sviluppo delle vallate cuneesi.

No alla cancellazione dei paesi: "Il campanilismo non serve, ma l'identità va tutelata"

“La strada della fusione forzata o incentivata economicamente tra Comuni si è dimostrata nel tempo un modello poco attrattivo e ricco di criticità per i territori di montagna”, dichiara Guido Giordana.

“Cancellare identità, tradizioni e presidi istituzionali plurisecolari rischia solo di allontanare i cittadini dai servizi di prossimità senza garantire un reale ed effettivo risparmio amministrativo.

Oggi più che mai il campanilismo non fa bene a nessuno: rimanere arroccati nel proprio "orticello" rischia solo di impoverire la comunità. Tuttavia, la risposta alla frammentazione non è lo spegnimento dei Municipi, ma la coesione e la sinergia tra Enti locali. Per contrastare la desertificazione e lo spopolamento delle nostre Terre Alte, i servizi ai cittadini non devono diminuire, ma aumentare e qualificarsi”.

La proposta: Unire le Unioni Montane per erogare servizi efficienti

Secondo la visione del Sindaco Giordana, la vera svolta strategica consiste nel rafforzamento e nella congiunzione delle Unioni Montane tra territori omogenei e confinanti, riprendendo con visione attuale l'ampiezza e la forza delle passate Comunità Montane:

“Se l'obiettivo prioritario è superare la frammentazione e la debolezza operativa dei singoli enti, la strada da percorrere è la congiunzione delle Unioni di Comuni. Pensiamo concretamente all'unione tra le realtà della Valle Gesso e della Valle Vermenagna (mettendo in rete l'Unione Alpi del Mare e l'Unione Alpi Marittime): così si crea un vero modello operativo di sviluppo”.

Mettendo a sistema le risorse all'interno di Unioni strutturate è possibile:
- Gestire i servizi essenziali: Creare uffici unici e qualificati per la Polizia Locale, la gestione della scuola, i servizi di mensa scolastica, l'assistenza agli anziani, la protezione civile e i settori tecnico e ragionieristico.
- Diventare "Agenzie di Sviluppo": Dotare il territorio di competenze politico-amministrative capaci di intercettare i finanziamenti europei e regionali per il turismo di Valle, la cultura e le infrastrutture.
- Preservare la rappresentanza locale: Mantenere vivi i singoli Municipi come punto di riferimento immediato e umano per i cittadini, garantendo la presenza dell'uomo e delle istituzioni sulla montagna.

Collaborazione istituzionale per la montagna

“Accogliamo con favore l'attenzione della Regione Piemonte nel voler riordinare le funzioni associate e sostenere i Comuni montani, ma ribadiamo che il motore dello sviluppo deve fondarsi su un'integrazione intelligente. L'unione fa la forza quando si mettono a fattor comune i servizi, le competenze e il personale specializzato, non quando si cancellano i Comuni. Continuare a investire nelle Unioni e promuovere la loro fusione strategica è l'unica scelta vincente per valorizzare davvero il nostro territorio e dare risposte concrete a chi vive nelle Terre Alte”, conclude Giordana.

s.a.

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