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Attualità | 15 ottobre 2026, 17:07

Protocollo per gli stagionali della vendemmia, il prefetto chiede di passare ai fatti

Nessuna adesione al sistema di qualificazione etico-legale introdotto a luglio. Savastano sollecita Comuni, Consorzi e imprese: "Alloggi, trasporti e formazione erano già previsti nell’intesa del 2024"

Protocollo per gli stagionali della vendemmia, il prefetto chiede di passare ai fatti

Il protocollo per l’accoglienza e la tutela dei lavoratori stagionali della vendemmia deve tradursi in interventi concreti. È il richiamo arrivato dal prefetto di Cuneo Mariano Savastano durante l’incontro di mercoledì 14 ottobre, dedicato alla situazione nell’Albese e al contrasto dei possibili fenomeni di caporalato e sfruttamento lavorativo. 

Il bilancio tracciato in Prefettura evidenzia un percorso ancora da rendere operativo: nessuna adesione, finora, al nuovo sistema volontario di qualificazione etico-legale e criticità che non possono dirsi superate.

La riunione, voluta da Savastano d’intesa con il presidente della Camera di commercio Luca Crosetto, è servita a verificare l’attuazione degli impegni assunti con l’addendum sottoscritto il 14 luglio scorso. Al tavolo hanno partecipato l’ente camerale, Coldiretti, Confagricoltura, Cia, Confcooperative Piemonte Sud e Legacoop, insieme al Consorzio di tutela Barolo, Barbaresco, Alba, Langhe e Dogliani, al Consorzio di tutela del Roero e al presidente della Caritas di Alba.

Il confronto, descritto dalla Prefettura come vivace, franco e schietto, ha riportato al centro gli obiettivi dell’intesa: assicurare alle imprese la manodopera necessaria e garantire ai lavoratori occupazione regolare, trasporti sicuri, formazione e sistemazioni abitative dignitose. Il sistema sperimentale, basato sull’adesione volontaria, punta a costruire una rete di soggetti e interventi capace di prevenire lo sfruttamento delle persone migranti impiegate nella filiera vitivinicola.

Per il prefetto, il momento di intervenire è adesso, anche in vista della scadenza dei contratti agrari annuali e della decorrenza dell’11 novembre, giorno di San Martino. "È ora il momento di mettere in campo ogni iniziativa utile per poter arrivare preparati alla prossima stagione della vendemmia", ha sottolineato Savastano, richiamando la necessità di una collaborazione che coinvolga innanzitutto le amministrazioni comunali. Il riferimento è all’esperienza del Saluzzese, indicata come esempio di un sistema virtuoso per la gestione degli stagionali della frutta.

Un passaggio dell’intervento ha riguardato direttamente il sindaco di Alba e il suo richiamo ai tre pilastri dell’accoglienza: alloggi, trasporti e formazione. "Bene che il sindaco di Alba dica che bisogna lavorare su tre pilastri fondamentali per dare dignità e tutela ai lavoratori stagionali e contrastare fenomeni di illegalità e sfruttamento", ha osservato il prefetto, aggiungendo però: "Dimentica che tali azioni sono già previste dal Protocollo d’intesa firmato nel 2024 a cui non è stata data attuazione". Proprio per questo, ha ricordato, a luglio è stato sottoscritto l’addendum ed è stato introdotto il disciplinare per la qualificazione etico-legale delle imprese del settore vitivinicolo.

Dal tavolo sono emerse alcune indicazioni operative. Savastano ha chiesto al sindaco di Alba di promuovere un incontro con tutti i primi cittadini del territorio firmatari del protocollo e ai Consorzi di tutela di riunire le aziende agricole associate e le imprese contoterziste, per favorire la conoscenza e l’adesione al sistema. È stata inoltre accolta la richiesta di Confagricoltura di semplificare ulteriormente la procedura di partecipazione volontaria. Il percorso prevede infine una nuova convocazione di tutti i sottoscrittori, con l’obiettivo di rendere effettive le azioni concordate.

Crosetto ha ribadito l’impegno della Camera di commercio a sostegno della trasparenza e della regolarità del lavoro agricolo. La definizione del disciplinare, ha spiegato, nasce dalla volontà di affiancare le imprese sane della provincia e valorizzare un’economia che non accetti compromessi sul rispetto della dignità delle persone.

"Obiettivo comune è individuare e perseguire i casi di sfruttamento, tutelando i più deboli, senza cadere in generalizzazioni", ha dichiarato il presidente, mettendo in guardia dal rischio di danneggiare l’intero territorio senza portare benefici ai lavoratori più vulnerabili. L’ente proseguirà quindi il lavoro con le associazioni di categoria, sia per semplificare l’accesso al disciplinare sia per individuare ulteriori strumenti di valorizzazione delle imprese aderenti.

In chiusura, Savastano ha richiamato alla partecipazione attiva Comuni, Consorzi, organizzazioni sindacali, aziende agricole e contoterzisti. L’obiettivo è arrivare alla prossima vendemmia con un sistema di accoglienza e tutela realmente funzionante, attraverso un lavoro di squadra nel quale ciascuno assuma la propria parte di responsabilità.

redazione

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