La Giunta regionale del Piemonte ha approvato, su proposta dell'assessore regionale alla Montagna e alle Foreste Marco Gallo, il Piano di Gestione Forestale delle proprietà pubbliche e private nei Comuni di Garessio, Pamparato, Perlo, Priero e Roburent. Il Piano è stato presentato dal Comune di Perlo in qualità di capofila dell'Associazione Temporanea di Scopo "BO.MA.SO. – Bosco, Management e Sostenibilità", costituita tra i cinque Comuni e i proprietari privati dei terreni inclusi, e avrà validità di quindici anni dalla pubblicazione sul Bollettino Ufficiale della Regione, fino al termine della stagione silvana 2040/2041, il 31 agosto 2041.
Il Piano interessa complessivamente 2.133,67 ettari, di cui 1.491,24 ettari di superficie boscata. Nel periodo di validità la gestione selvicolturale attiva riguarderà circa 571 ettari. La categoria forestale prevalente è quella delle faggete, che occupano il 71 per cento delle superfici forestali, seguite da abetine (11 per cento), castagneti (8 per cento) e acero-tiglio-frassineti (5 per cento). La normativa del Piano non contiene richieste di deroga al Regolamento forestale regionale (n. 8/R del 20 settembre 2011) e il provvedimento non comporta oneri per il bilancio regionale: gli interventi previsti sono a carico del proponente.
"Il Piano riunisce in un unico strumento i boschi di cinque Comuni e dei proprietari privati che hanno scelto di aderire, quasi 1.500 ettari di superficie forestale in gran parte a faggeta – dichiara l'assessore regionale Marco Gallo –. In montagna la frammentazione delle proprietà è una delle principali cause dell'abbandono del bosco: la gestione associata consente di programmare tagli e manutenzioni sull'arco di quindici anni, con regole chiare e senza deroghe al Regolamento forestale. Il percorso avviato dal Comune di Perlo con i territori vicini è un modello che può essere replicato nelle altre valli del Cuneese".
"All'interno del Piano ricade anche la Zona speciale di conservazione del Monte Antoroto – prosegue Gallo –. Il parere positivo dell'Ente di gestione delle Aree protette delle Alpi Marittime conferma che la gestione attiva del bosco e la tutela della biodiversità possono procedere insieme, con prescrizioni precise e verificabili".
Monte Antoroto, usi civici e superfici escluse
Il Piano comprende la Zona speciale di conservazione IT1160035 "Monte Antoroto", sito della Rete Natura 2000. L'Ente di gestione delle Aree protette delle Alpi Marittime ha espresso giudizio positivo di incidenza, con la prescrizione del divieto di abbruciamento dei residui degli interventi nei castagneti da frutto all'interno della ZSC. La prescrizione è stata recepita nel Piano e il suo rispetto è condizione per l'approvazione.
Alcune superfici risultano gravate da usi civici: sulle aree boscate e pascolive interessate gli interventi previsti restano realizzabili nel rispetto della legge 1766/1927, della legge 168/2017 e della legge regionale 29/2009. Restano invece esclusi dal Piano 55,05 ettari di boschi privati per i quali non sono disponibili gli atti di assenso dei proprietari: su queste superfici eventuali interventi selvicolturali seguiranno le procedure ordinarie previste dagli articoli 4 e 6 del Regolamento forestale.














