(Adnkronos) - "Elly Schlein appare maestra di se stessa, non troppo in cerca di allievi. E’ la segretaria più longeva della storia del Pd, e qualche volta la lunga durata svela un merito e un talento. Ma lei sembra amare il suo partito con una misura prudente e circospetta. In altre parole, non pratica il patriottismo di setta. Tutt’altro. Cosa che rende la sua leadership niente affatto tirannica. Ma un po’ solitaria, questo sì. Non ha preteso di fondare una sua 'corrente', come usava nei partiti di una volta, fino a tempi recentissimi. Cosa che le ha consentito di non preoccuparsi troppo delle correnti altrui. Correnti che evidentemente non ama. Ma che può immaginare, almeno nella sua fantasia, che neppure esistano. Così la sua leadership -vista da fuori e da lontano- non appare controversa più di tanto. E neppure temprata, però.
Ha accennato nei giorni scorsi a qualche tramestio interno, denunciando senza troppa enfasi un tentativo di 'farla fuori'. Non inganni la crudezza del linguaggio. La denuncia è apparsa invero assai blanda, priva di quel cipiglio che solitamente serve ai leader per rovesciare le congiure di cui si sentono vittime. Così l’argomento è quasi subito passato in cavalleria, senza dar luogo a quelle dispute che sono state per anni e anni la croce (più raramente la delizia) dei segretari del passato.
In compenso Elly Schlein ha esercitato tutta la sua pazienza e diplomazia nel rivolgersi agli 'alleati'. Nessuno dei quali sembra godere di un eccesso di affettuosità politica da parte sua. Ma nessuno dei quali sembra rischiare un bando di esclusione. E neppure un forte (e doveroso) richiamo al gioco di squadra. Quali che siano gli argomenti o le circostanze.
Si intuisce che il suo umore possa variare, di tanto in tanto. Ma la sua condotta politica sembra tutt’altro che umorale. Semmai appare piuttosto canonica. Nel senso che il partito non vuole sottoporlo a tensioni troppo forti. E l’alleanza ancora meno. L’animosità politica si rivolge semmai per intero all’altra metà campo. Verso cui non c’è mai, non dico un’apertura, ma forse nemmeno una curiosità.
Ora, che Schlein abbia successo o meno dipenderà da un lungo elenco di fattori. Alcuni dei quali riguardano lei e la sua campagna (alle primarie, alle elezioni). Alcuni, ma non tutti. Poiché è evidente che il percorso iniziato quattro anni fa si andrà infine a misurare con gli umori del paese e tanto più con quelli della piazza. Laddove ribolle un sentimento di opposizione piuttosto radicale su cui la leader del Pd ha scommesso più del dovuto.
Ma è proprio qui che l’enigma Schlein dovrà svelarsi, prima o poi. Poiché la gestione di un partito in campagna elettorale, e tanto più di un partito complesso come il Pd, avrà bisogno di una partecipazione più calda, più intensa (e anche più collegiale) di quella che si sia vista fin qui. Mentre la gestione di un’alleanza così vasta ed eterogenea, in presenza di una piazza tumultuosa, avrà bisogno a sua volta di una severità più rigorosa di quella che trapela dalla parola d’ordine della sua, chiamiamola così, testardaggine unitaria.
Fin qui Schlein ha attinto a tutte le risorse di una sorta di diplomazia (di partito e tanto più di coalizione). Evitando con cura di litigare con tutti, anche quando si intuisce che magari le sarebbe venuto spontaneo. E confidando al tempo stesso di poter procedere lungo la sua rotta senza troppi disturbi. Ma man mano che si avvicinano le elezioni questa sorta di ecumenismo politico con cui ha cercato di proteggere se stessa non potrà che mostrare la corda. Poiché la pazienza verso tutti e verso tutto appare sulle prime come un’astuzia ben ponderata, ma a lungo andare mostra sempre un po’ la corda.
Il fatto è che la democrazia è controversa per la sua stessa natura. Pacificamente controversa. E tanto più lo è la vita di partito. Dunque, se è vero che Schlein si è sentita insidiata da chi la voleva 'far fuori', c’è da aspettare che la sua risposta prima o poi smetterà di essere così vaga. A quel punto scoprirà che Meloni non sarà l’unica avversaria contro cui si dovrà battere". (di Marco Follini)















