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Attualità | 19 ottobre 2026, 09:00

Il Tenda e l'arte dell'attesa: nuove date per un cantiere senza fine

Nel pieno della Fiera del Marrone arriva l'annuncio di Anas: riapertura a singhiozzo per Ognissanti e promessa di via libera dal 30 novembre, ma per la vecchia canna è già slittata la gara d'appalto

Occorrerà attendere il 30 novembre per vedere conclusi i lavori sul versante francese del Tenda

Occorrerà attendere il 30 novembre per vedere conclusi i lavori sul versante francese del Tenda

Sarà stata l’atmosfera della Fiera del Marrone, con una Cuneo letteralmente invasa da visitatori – compresi parecchi turisti giunti dalla vicina Francia nonostante il valico principale sbarrato – a suggerire ad Anas che fosse giunto il momento ideale per una comunicazione ufficiale. 

Sta di fatto che,  proprio ieri, domenica 18 ottobre, è arrivata l'ennesima nota sul futuro dell'infinito cantiere del Tenda. 

Parliamoci chiaro, la ditta Edilmaco, che si è occupata della costruzione della nuova canna, vorrebbe solo raccogliere gli attrezzi, sbaraccare e salutare la compagnia, ma tra ritardi accumulati e una cronica scarsezza di maestranze – sempre meno – sarà costretta a prolungare la permanenza ad alta quota per almeno un altro mese.

Anas ha colto l'occasione per puntualizzare che l'attuale chiusura totale, iniziata il 21 settembre e destinato a durare fino al 29 ottobre, si è resa indispensabile per spostare il primo tornante sul versante francese, un lavoro di movimento terra comprensibilmente incompatibile con il passaggio delle auto. 

Per consolare gli automobilisti, dal 30 ottobre al 1° novembre è prevista una riapertura provvisoria in fascia oraria dalle 6 alle 23, pensata giusto per gestire il flusso del ponte di Ognissanti. 

Subito dopo, durante il mese di novembre, si andrà avanti a singhiozzo con nuove limitazioni e fasce orarie in attesa di completare le immancabili "attività di finitura" condivise dopo il sopralluogo tecnico del 16 ottobre. La promessa solenne parla di un ritorno alla circolazione ordinaria senza limitazioni e senza orari a partire dal 30 novembre.

Ma anche se il 30 novembre dovesse rivelarsi la volta buona, parlare di "fine della storia" sarebbe un esercizio d'ottimismo francamente azzardato. Perché all'appello manca ancora la vecchia canna ottocentesca da allargare – il famoso alesaggio – operazione indispensabile per completare il raddoppio definitivo del traforo.

E qui i tempi si allungano già sulla carta: la gara europea è stata pubblicata, ma i lavori sono ben lontani dall'essere assegnati. I termini per la presentazione delle offerte, inizialmente fissati per l'inizio di settembre, sono stati infatti prorogati al 30 ottobre 2026. Solo dopo questa scadenza si passerà all'esame delle proposte, con la speranza (e anche qui il condizionale è d'obbligo) di arrivare all'aggiudicazione tra la fine del 2026 e l'inizio del 2027. 

L'avvio dei cantieri effettivi si colloca così nel corso del 2027. Tradotto in soldoni: proprio quando (e se) si riuscirà ad archiviare la telenovela dei tornanti, si dovrà iniziare a pensare all'ennesimo cantiere d'alta quota.

Non si tratterà certo di un intervento da poco. La base d'asta per l'alesaggio sfiora i 120,12 milioni di euro, che lievitano a un quadro economico complessivo di circa 139,9 milioni per la sola galleria storica. Se a questa cifra aggiungiamo la nuova canna, la complessa sistemazione dei versanti e le varianti post-tempesta Alex, il costo globale dell'opera si assesta alla vertiginosa quota di 347 milioni di euro. 

Nel frattempo, continua a galleggiare nel limbo delle buone intenzioni anche la richiesta di utilizzare la nuova canna in modalità cantiere, con un transito temporaneo a doppio senso per abbattere le code ed eliminare le attuali restrizioni mentre si attende l'allargamento del traforo vecchio. Sulla carta sarebbe un'ottima valvola di sfogo per ridurre i disagi quotidiani, ma al momento non si registrano novità concrete e tutto resta rigorosamente fermo.

Il bilancio della vicenda, in fondo, si riassume così: una riapertura col contagocce per il ponte di Ognissanti, il ritorno alla circolazione ordinaria promesso per il 30 novembre e un nuovo maxi-cantiere già pronto a debuttare nel 2027.

 Il Tunnel del Tenda continua a regalare al territorio scadenze da segnare sul calendario, suggerendo solo la piccola e saggia precauzione di non considerarle mai del tutto definitive.

Cesare Mandrile

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