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Cronaca | 26 ottobre 2026, 18:00

Esplosione della palazzina a Martiniana Po, svolta in aula: nel processo entra la società fornitrice della caldaia

Il gup accoglie la richiesta delle parti civili e cita in giudizio la Spa con cui la famiglia aveva stipulato il contratto. Per le vittime e i danneggiati, finora senza risarcimenti, si apre la possibilità di un ristoro economico da un soggetto "solido". Nel crollo perse la vita un 57enne

Esplosione della palazzina a Martiniana Po, svolta in aula: nel processo entra la società fornitrice della caldaia

Nuovi sviluppi, con un importante risvolto per le parti civili, si sono registrati nel processo sull'esplosione di una palazzina, avvenuta il 12 febbraio 2025 in via Roma a Martiniana Po, nel Saluzzuse, in cui perse la vita il 57enne Fabrizio Aimo Boot e tre donne, di cui una ragazzina di soli 15 anni, riportarono ferite gravi.

Per il procuratore aggiunto, Ciro Santoriello, che ha condotto l'inchiesta. ad aver causato il crollo dell'immobile, in cui abitava la famiglia Barra, sarebbe stata una fuga di gas che ha causato l'esplosione e il conseguente crollo dell'immobile. L'incidente, stando alle risultanze investigative, sarebbe stato provocato da un'installazione scorretta e incompleta di una caldaia a condensazione alimentata a Gpl attivata senza aver effettuato i controlli e i collaudi di sicurezza necessari. Imputati per questi fatti sono i due idraulici di origini albanesi, K.I. e N.I, accusati a vario titolo di crollo colposo, omicidio colposo e lesioni colpose.

Nei giorni scorsi il gup di Cuneo, Cristiana Gaveglio, ha accolto l'istanza di costituzione quali parti civili, ossia la famiglia Barra, la società Sorim sas di Rifreddo, proprietaria della palazzina, una inquilina dello stabile, e i proprietari dell’immobile adiacente, anch'esso danneggiato dall’esplosione – ed in particolare del legale Giovanni Peirone che insieme all'avvocato Chiaffredo Peirone tutela gli interessi della famiglia Barra. 

Le altre parti civili, ossia l'inquilina dello stabile è rappresentata dall'avvocato Corrado Sogno, la proprietaria dell'immobile adiacente dal legale Gabriella Vogliotti del Foro di Torino, e la Sorim S.s. Dall'avvocato Luca Martino del Foro di Cuneo. 

Il gup infatti, con decreto, ha poi, ordinato la citazione in giudizio della Gdl s.p.a. - Ariel Energia in qualità di responsabile civile. Il legale della famiglia Barra, ha evidenziato nella richiesta al gup come il 14 gennaio del 2025 era stato stipulato un contratto tra Alberto Barra e la Gdl s.p.a. per la fornitura e l'installazione della caldaia nell'immobile di Martiniana Po, e la società si era avvalsa dell'impresa dei due idraulici, finiti poi a processo.

Non è stata quindi la famiglia Barra a rivolgersi direttamente alla ditta dei due idraulici, ma che gli stessi sarebbero stati delegati per l'intervento. Il contratto tra la famiglia Barra era infatti stato sottoscritto con la Gdl ed è per questo che il giudice ha ufficialmente citato la società, in persona del legale rappresentante pro tempore, con sede a Torino, a comparire. La società viene invitata a costituirsi nel processo durante la prossima udienza fissata per l'otto gennaio al Tribunale di Cuneo.

La decisione del gup di Cuneo rappresenta un passaggio chiave e un'ottima notizia per le parti civili. A distanza di molti mesi dalla tragedia, infatti, i danneggiati non hanno ancora ottenuto alcun risarcimento economico per le gravissime perdite subite, inclusa la tragica scomparsa di Fabrizio Aimo Boot, le ferite riportate e i devastanti danni materiali agli immobili.

La citazione della Gdl Spa - Ariel Energia in qualità di responsabile civile introduce quindi nel processo un soggetto solido ed economicamente capiente sul quale rivalersi: dal momento che la famiglia Barra non ingaggiò direttamente gli artigiani ma firmò un contratto con la ditta torinese, sarà ora la società stessa a dover rispondere dell'operato dei due idraulici delegati all'installazione, offrendo alle vittime una garanzia concreta di ristoro economico finora mancata.

Resta pendente invece, la richiesta al gup del legale dei due imputati in merito al patteggiamento, che gli permetterebbe di accettare una pena ed evitare quindi lo svolgimento del processo. 

Angela Panzera

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