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| 20 novembre 2013, 07:31

Occhi magnetici, labbra carnose, pelle vellutata: dove sta il trucco?

Occhi magnetici, labbra carnose, pelle vellutata: dove sta il trucco?

Apro una rivista femminile a caso e vedo l'attrice XY mia coetanea che pubblicizza una crema per il viso. Lei, in foto, esibisce una pelle liscia e giovanile: dimostra vent'anni di meno. Ed è quello che il prodotto promette. Nel testo si citano i test clinici i quali, infatti, dimostrano che con il suo uso costante le rughe diminuiscono del tot per cento, la pelle è più tonica del tot per cento, i segni dell'età sono attenuati del tot per cento. XY effettivamente ha appena un accenno di rughette intorno agli occhi, nello stesso punto in cui io le ho ben più evidenti.

Sì, lo so, XY è stata photoshoppata. Ritoccata al computer. Non è la suo vero viso, quello. Però ci sono i test clinici (che dimostrano che ecc. ecc…) che mi inducono in tentazione tanto da acquistare la crema. Sono anni che compro cosmetici che promettono effetti miracolosi e che, alla fine, lasciano quello che trovano. Le rughe c'erano e rimangono. Al massimo qualche piccolo poro sembrerebbe un po' meno evidente, ma le increspature, le grinze, le “zampe di gallina” sono ancora tutte lì.

Eppure, in primavera e in autunno, tutti gli anni, le case produttrici di cosmetici sembra che abbiano finalmente creato la pomata miracolosa, quella che ti renderà più giovane “senza ricorrere al bisturi”. Salvo poi, l'anno dopo, riproporne un'altra che, questa sì, è veramente l'alternativa alla chirurgia estetica. Quindi, che cosa vuol dire? Che quelle messe in commercio negli anni prima non servivano a niente? O che è sempre lo stesso prodotto, con in aggiunta qualche molecola infinitesimale di una sostanza che gli cambia un po' la consistenza, ma che alla fine, è la stessa identica crema che avevo comprato un anno o due fa? Il dubbio mi resta, che sia tutto soltanto un'operazione di marketing.

Così come resto perplessa davanti ai prezzi di certe marche di cosmetici, che costano quasi come un piccolo ritocco dal chirurgo. Se ne avessi la possibilità economica, sarebbe proprio uno sfizio che mi vorrei togliere: spalmarmi sul viso due/tre euro di prodotto per volta, e vedere l'effetto che fa. Ma lo stesso prezzo preferisco pagarlo per passare qualche giorno di vacanza, che sicuramente renderà il mio viso fresco e riposato, crema o non crema. Lo so, i costi esorbitanti di certe marche sarebbero giustificate da anni e anni di ricerche, perché è questo che ti raccontano quando entri in profumeria e il tuo sguardo cade inevitabilmente sui cartellini dei prezzi esorbitanti (e assurdi per il mio portafoglio), sui quali ci si sofferma per alcuni istanti, per poi virare verso gli scaffali con prodotti più alla portata delle nostre magre finanze.

Le ragazzine oggi iniziano presto, molto presto. Alcune sono ancora piccole quando saccheggiano i cosmetici delle madri, perché truccarsi significa essere “adulte”, e negli ultimi anni l'asticella che ne delimita il limite si è di molto abbassata. Mi ricordo che alle scuole medie io (ma non solo) ero ancora una bambina, coi calzettoni al ginocchio, e mi bastava sciacquarmi il viso alla veloce con acqua e sapone al mattino e via. Non mi interessava più di tanto crescere prima del tempo (salvo che in altezza, ma non ci potevo fare niente), mentre alcune mie coetanee sperimentavano il mascara ed il rossetto. Ma era, allora, un uso timido, non eccessivo, mentre pare che di questi tempi molte adolescenti, a parte imbellettarsi come una quarantenne, facciano uso di creme antirughe già prima della maggiore età. Per arrivare fino all'eccesso, alla chirurgia plastica. Che trasforma in mascheroni grotteschi tutte, ma proprio tutte, quelle che cedono alla tentazione.

Sono proprio tristi le donne (ma anche, e sempre di più, gli uomini) con i labbroni, gli zigomoni, gli occhi ridotti a fessurine inespressive: una caricatura deformante della gioventù. Come i desolanti modelli che certa televisione ci propina da un ventennio a questa parte, e che rovinato generazioni intere.


Monica Bruna

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