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Cronaca | 28 febbraio 2019, 19:40

Ex agente di viaggio a processo per appropriazione indebita: l’accusa chiede la condanna a quattordici mesi

In tribunale le testimonianze di alcuni clienti: “Avevamo pagato ma non c’erano le prenotazioni”

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Alcuni hanno ritirato la querela, mentre altri si sono costituiti parte civile. Sono ex clienti di R.B., ex agente di viaggio di Borgo San Dalmazzo, a processo con accusa di appropriazione indebita. Per il pm Gianluigi Datta, che ha chiesto la condanna a un anno e due mesi di reclusione, avrebbe trattenuto per sé le somme che i clienti le versavano a titolo di acconto per le prenotazione di viaggi.

Avevo intestato l’assegno direttamente a lei”, aveva testimoniato una ex cliente. “Controllammo tramite un’altra agenzia, ma l’operatore vide che con quel codice non c’era alcuna prenotazione a nostro nome. Dopo alcuni messaggi, non siamo più riusciti a ricontattarla. E abbiamo dovuto acquistare un altro biglietto per il volo”. Un altro teste doveva fare un tour in Sri Lanka e Maldive: “Le avevo consegnato un acconto di 1.560 euro. L’avevo ricontattata, ma disse di aver chiuso l’agenzia e che mi avrebbe restituito i soldi”.

Una delle parti civili ha chiesto il risarcimento di 5.000 euro: “Per il danno morale, aveva il padre che lo aspettava in Germania”.

Secondo l’accusa, R.B. si sarebbe intascata circa 15.000 euro “con il chiaro intento di non adempiere con le prenotazioni”. Denaro che per la difesa l’imputata, intenzionata a “gestire al meglio la sua attività” non sarebbe comunque nelle condizioni di restituire.

Monica Bruna

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