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Cronaca | 18 marzo 2019, 15:48

Omicidio Gambasca, il boscaiolo avrebbe ucciso e carbonizzato Baldassare Ghigo per un debito di 64mila euro

Primi testi nel processo al boscaiolo M.B.B. Dal 14 marzo l'uomo difeso dagli avvocati Serena Mariano e Piermario Morra, è detenuto nel carcere di Cuneo. Si è sempre proclamato innocente

Il luogo dov'è stata rinvenuta l'auto carbonizzata di Baldassarre Ghigo

Il luogo dov'è stata rinvenuta l'auto carbonizzata di Baldassarre Ghigo

Un uomo dalla indole solitaria, senza vizi, neppure quello del fumo. Molto attaccato all’anziana madre, non aveva mai manifestato sintomi di depressione. E’ la descrizione di Baldassarre Ghigo fatta oggi in udienza in Corte d’Assise a Cuneo dalla sorella durante il processo contro M.M.B., imputato per omicidio aggravato.

Il corpo del 66enne pensionato di Fossano fu rinvenuto carbonizzato il 14 novembre 2015 all’interno della sua auto nella località Gravera Granda, a circa 5 chilometri dal centro di Gambasca. Secondo la tesi del sostituto procuratore generale di Torino Sabrina Noce, il giorno prima M.B.B.. 71 anni boscaiolo, dopo una lite nella sua abitazione a circa 500 metri in linea d’aria dal luogo del ritrovamento del cadavere, avrebbe colpito con un corpo contundente la vittima, che conosceva da anni, facendogli perdere i sensi e lo avrebbe caricato sulla Ford Fiesta del pensionato. Arrivato nel bosco avrebbe cosparso il veicolo con una sostanza infiammabile e gli avrebbe dato fuoco.

Per l’accusa il movente sarebbe riconducile ad un debito che l’imputato doveva al Ghigo. I carabinieri di Saluzzo, che insieme ai colleghi di Revello parteciparono alle indagini, trovarono nell’abitazione che la vittima divideva con la sorella e la madre le matrici di assegni che il pensionato aveva compilato, fra i quali anche cinque emessi nel periodo fra novembre 2010 e maggio 2014, per un totale di 63.900 euro: “Era stata mia sorella a dirmi che aveva prestato del denaro ai fratelli B. che conosceva da tempo, perché dovevano fare dei lavori in casa”, ha raccontato la teste, costituita parte civile con gli altri famigliari - assistiti dall’avvocato Gianmaria Dalmasso. “Con mio fratello non ne avevo mai parlato, forse perché non voleva farci soffrire. Lui era uno che risparmiava e non spendeva”.

Una brava persona, un po’ strano, giocherellone. Scherzava, diceva che gli piacevano le belle auto”, ha raccontato un’impiegata dell’ufficio postale di Fossano, dove il pensionato aveva un conto corrente. “Aveva investito in alcune polizze. Mi aveva detto di aver dato del denaro ad un caro amico ammalato”.

Ho incrociato Ghigo mentre uscivo dalla casa di B. che mi aveva venduto della legna”, ha ricordato un pensionato di Gambasca. “Si erano salutati come se fra di loro ci fosse un rapporto di amicizia”.

Fra gli elementi raccolti dagli inquirenti che incastrerebbero il boscaiolo le tracce di sangue riconducibili al pensionato fossanese trovate nell’abitazione di B., dove furono rinvenute anche taniche di benzina e vecchie bombole di gas; alcuni casi di incendi scoppiati nelle zone limitrofe. E poco più. Nessun riscontro sarebbe emerso dalle intercettazioni telefoniche e ambientali, nessuna immagine ripresa da impianti di videosorveglianza.

Dopo due richieste di archiviazione da parte dei pm di Cuneo, la Procura generale di Torino aveva avocato a sé il fascicolo disponendo nuovi accertamenti. Dal 14 marzo M.B.B., difeso dagli avvocati Serena Mariano e Piermario Morra, è detenuto nel carcere di Cuneo. Si è sempre proclamato innocente.

Monica Bruna

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