Sono ore cruciali per il futuro operativo del “Monviso Solidale”, il Consorzio di servizi socio-assistenziali che racchiude al suo interno 58 Comuni del Saluzzese, Fossanese e Saviglianese.
In ballo ci sono centinaia di assistenze ad anziani, minori, disabili e in generale a persone in condizione di disagio sociale e che ora rischiano di essere abbandonati a se stessi, ma anche posti di lavoro. Tanti posti di lavoro.
I tagli apportati nei mesi scorsi dalla Regione Piemonte al capitolo “spesa sociale” hanno prodotto su tutto il territorio regionale riduzioni sulle prestazioni a domicilio, ridimensionamenti degli appalti, blocco o riduzione dei budget a disposizione per i contributi economici per indigenti. Ora la Regione intende diminuire ulteriormente le risorse, addirittura del 49% e – recita un comunicato stampa del Consorzio – “nemmeno i bilanci di previsione più cauti (che quindi già tenevano conto di riduzioni di budget) saranno in grado reggere “l’onda d’urto” che questa ulteriore riduzione, qualora venisse confermata, provocherà”.
Non solo, ma con l’attuale clima di incertezza resta quantomeno utopistico immaginare che i Consorzi riescano a redigere quel bilancio di cui il termine ultimo è di imminente scadenza. La domanda è: visto che la Regione non comunica quali sono le risorse di cui si potrà disporre nel corso del 2012, come si può redigere un bilancio non solo onesto, ma anche credibile?
L’impressione è che la Regione – ancora una volta lontana, lontanissima dalla “sua” gente e dagli strati più deboli in essa comprese – stia lentamente (ma evidentemente) smantellando lo “stato sociale”. Per di più in aperto contrasto con tutti quei sindaci, tanti dei quali proprio alle Regione apparentati dalla stessa fede politica, che dal 2008 in poi – con il Consorzio costretto a far di conto di sostanziose riduzioni delle risorse destinate al sociale da parte di Stato e Regione – hanno invece fatto davvero l’impossibile per mantenere quando non a incrementare i fondi a disposizione, arrivando anche ad aumentare la quota pro capite di loro competenza.
Il Coordinamento degli Enti Gestori della Provincia di Cuneo, a cui hanno partecipato Direttori e Presidenti di 22 Enti Gestori di tutto il Piemonte per fare il punto sulle conseguenze dei tagli regionali al settore socio assistenziale ha ora chiesto – con la massima urgenza - un’audizione in Regione Piemonte, alla quale partecipi una rappresentanza dei sindaci piemontesi.
Nei giorni scorsi si è vociferato di imminenti dimissioni dell’intero Consiglio d’amministrazione del Consorzio. Ma l’augurio è che sull’amarezza, sul disgusto, sul vedere anni di lavoro vanificati dalla scure regionale, sul timore per la sorte dei tanti soggetti deboli quotidianamente assistiti e del personale che va spesso oltre quelli che sono i doveri previsti dal contratto, prevalga ancora una volta la voglia di lottare. Altri momenti verranno per abbandonare la nave. Ma solo dopo che non si sarà lasciato nulla d’intentato per portare in salvo prima i passeggeri e poi l’equipaggio.













