Con riferimento alla lettera del Presidente Cota, pubblicata su varie testate giornalistiche provinciali, si concorda sull’opportunità di rimuovere ogni equivoco circa le competenze in materia socio-assistenziale.
Infatti, l’assunto che il socio-assistenziale non è competenza della Regione e la definizione di decenni di attuazione del sistema integrato tra Regione e Comuni come “un equivoco”, consigliano un’ urgente opera di chiarificazione.
Richiamare gli artt. 117 e 118 della Costituzione italiana non è eccessivo, a fronte dell’affermazione sbrigativa secondo la quale i servizi socio-assistenziali devono essere finanziati esclusivamente dallo Stato e dai Comuni.
Dal dettato costituzionale discende l’art. 132 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112 e la legge 8 novembre 2000, n. 328 "Legge quadro per la realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali", con particolare riferimento all’art. 8. Raccomandare all’attenzione di un Organo della Regione una legge regionale può apparire paradossale, ma agli Enti sottordinati alla Regione non resta, quale punto di riferimento, altro che le leggi da quest’ultima emanate.
Risulta tuttora in vigore la Legge regionale 8 gennaio 2004, n. 1 “Norme per la realizzazione del sistema regionale integrato di interventi e servizi sociali e riordino della legislazione di riferimento”: a questa i Consorzi socio-assistenziali si richiamano per modellare la propria attività, ma a questa esigono che si conformi la Regione, in una corretta e proporzionata reciprocità di comportamenti.
In particolare si richiama l’art. 35 in materia di risorse finanziarie di parte corrente e si riportano testualmente i commi 5° e 6°:
”5. L'intervento finanziario regionale, con carattere contributivo rispetto all'intervento primario comunale, e' finalizzato a sostenere lo sviluppo ed il consolidamento su tutto il territorio regionale di una rete di servizi sociali qualitativamente omogenei e rispondenti alle effettive esigenze delle comunita' locali.
6. Le risorse annuali regionali di cui al comma 4 sono almeno pari a quelle dell'anno precedente, incrementate del tasso di inflazione programmato.”” Una norma di legge non può essere considerata un equivoco o un inciampo: se si ritiene che i servizi socio-assistenziali in Piemonte siano stati il frutto di un periodo “di vacche grasse”, il Presidente della Giunta Regionale si faccia promotore di una diversa legge di settore, esponendo le proprie opinioni in materia presso il Consiglio regionale e ricercando la condivisione tra i Consiglieri regionali. Sempre a disposizione per ogni eventuale ulteriore chiarimento, si porgono cordiali saluti. Il Sindaco di Cuneo, Prof. Alberto Valmaggia












