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Al Direttore | 13 settembre 2012, 14:43

11 maschere denunciano alcune anomalie e poca trasparenza al Teatro Sociale G.Busca di Alba

Sono state licenziate il 10 luglio dalla cooperativa torinese Rear per “oggettiva mancanza di lavoro”

11 maschere denunciano alcune anomalie e poca trasparenza al Teatro Sociale G.Busca di Alba

Siamo un gruppo di maschere del Teatro Sociale G.Busca di Alba e da anni vi prestiamo servizio come dipendenti della cooperativa torinese Rear. Il rapporto con i referenti della Rear non è mai stato positivo. Abbiamo sempre subito ogni decisione presa, dalla diminuzione delle ore lavorative alla decurtazione dello stipendio, senza mai ottenere un confronto diretto con i nostri datori di lavoro. Lo stesso è accaduto con la direzione del teatro, che ha ignorato le nostre richieste di incontro e ha continuato a comunicare esclusivamente con una nostra referente, impostaci a sua volta. Nel mese di luglio, senza preavviso, la Rear ci ha inviato una raccomandata di licenziamento in cui si dichiarava che il nostro rapporto di lavoro cessava a decorrere dal 10 luglio per “oggettiva mancanza di lavoro”. La maggior parte di noi era assunta a tempo indeterminato da anni e mai il nostro contratto era stato interrotto nei mesi estivi, pur essendo sempre rimasto chiuso il teatro. Sappiamo che l’appalto vinto dalla Rear per la gestione del personale maschere del Teatro Sociale è in scadenza nell’attuale mese di settembre. Ci risulta che sarà indetta a breve una gara d’appalto, ma segnaliamo, a tal proposito, che la pagina del sito del Comune di Alba relativa alle gare d’appalto è ancora in costruzione e non riporta alcun bando. Avremmo piacere che il personale maschere fosse gestito da un’altra cooperativa, sia per le motivazioni sopra citate, sia per motivi economici. Precisiamo infatti che la Rear finora ha fatturato al Comune 17 euro orari per ciascuna maschera, mentre il compenso orario che noi percepiamo è soltanto poco più di 5 euro lordi. A seguito di tutte queste ragioni abbiamo contattato l’Assessore Paola Farinetti, lamentando la pessima situazione del nostro rapporto lavorativo e presentando la vantaggiosa proposta di un’altra cooperativa della zona. L’Assessore si era detta intenzionata ad ascoltare le nostre ragioni e ci aveva invitate a un incontro previsto per settembre, in cui si sarebbe deciso il futuro del personale maschere. Senonché, terminate le vacanze estive, ci è stato risposto che la nostra presenza a un’ipotetica riunione non era più necessaria. Abbiamo avuto un’ulteriore brutta sorpresa sabato 8 settembre, giorno in cui si è tenuto a teatro un convegno. Dal momento che tutte le maschere erano prive di contratto, il teatro era sprovvisto di personale. Abbiamo scoperto casualmente, senza che la notizia ci fosse stata comunicata, che la Rear aveva assunto solo due maschere per coprire tale data. Le nostre colleghe sono state scelte arbitrariamente dalla nostra referente, senza una comunicazione collettiva a tutte le maschere e in modo non democratico. Segnaliamo inoltre che le due maschere assunte, a tempo determinato fino a giugno 2013, sono prive del patentino antincendio, necessario quando si presta servizio nella sala storica, poiché in tali occasioni non vengono convocati i vigili del fuoco. Tutte queste anomalie e la poca trasparenza ci hanno molto amareggiato. Per di più se non fossimo state licenziate a luglio, ma a fine appalto come era logico che fosse, avremmo avuto tutte la possibilità di lavorare. Aggiungiamo che nessun membro del personale del teatro, che conosciamo ormai da anni e con cui abbiamo instaurato un rapporto non solo lavorativo, ma anche umano, ci ha informato di queste novità. Siamo molto preoccupate per l’esito della gara d’appalto e il futuro del teatro. Ci auguriamo davvero che le cose possano cambiare in meglio, avendo sempre prestato servizio con dedizione e professionalità, nonostante lo scarsissimo compenso e i tagli al personale degli ultimi anni.  

Lettera firmata (seguono 11 firme)

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