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Attualità | 26 aprile 2013, 09:15

Alba, Slam & e Jam e “Pablo e il mare” ospiti di Zona H

Sabato 27 aprile, alle 21.30, ingresso gratuito

Alba, Slam & e Jam e “Pablo e il mare” ospiti di Zona H

Collisioni e Zona H accorciano l’attesa del festival di luglio a Barolo, con un secondo appuntamento musicale ricco di passione e talento.

Dalle 21.30 partirà una serata all’insegna della musica cantautorale, con lo scandirsi delle esibizioni di tre giovani band piemontesi.

I primi ad esibirsi saranno i Slam & Jam. Successivamente sarà il turno di Pablo e il mare, quartetto acustico guidato dai testi e la voce di Paolo Antonelli, da Torino. Il loro progetto comprende un cantautore dalla vena pop, tre valenti musici e un innato gusto per le contaminazioni mediterranee.

Le canzoni di Pablo e il mare prendono il largo a Torino nel 2002, il nome della band è preso dal titolo di  una delle canzoni più rappresentative, che richiama uno scenario mediterraneo, contaminato, latino e trasognato. Una proposta dalla spiccata vena d'autore, valorizzata dal suono degli strumenti acustici. Liriche, apprezzate sia dal mondo della canzone d’autore “tradizionale” che dalla fervente scena indipendente nostrana. Le prime tappe vedono Pablo protagonista di "Colonia Sonora" e un progressivo intensificarsi dell'attività live. La partecipazione ad alcuni importanti festival dedicati al panorama indipendente suscitano curiosità da parte degli addetti ai lavori, che nel 2005 premiano il progetto con la vittoria della XVI edizione di "Rock Targato Italia", il prestigioso concorso indetto da Divinazione, che nelle precedenti edizioni ha portato alla ribalta i nomi di Timoria, Scisma, Marlene Kuntz. Il 2011 è l’anno di Miramòr, attesissimo secondo disco registrato da Pippo Monaro e coprodotto da Luigi Giay/Blumusica. 

In chiusura della serata sarà proposto un altro progetto cantautorale, quello di Ila Rosso, nato nel 2008 dopo una lunga peregrinazione tra cantautorato, punk, noise ed elettronica. Esso rappresenta l’estro di Ilario Rosso, classe 1976, che si autodefinisce cantastorie, disoccupato, laureato in Fisica. Accidenti, malattie e influenze dalla musica classica alla nenia popolare, passando per lo swing, il liscio, il tango e la ballata. Rifacendosi alla tradizione dei menestrelli medievali racconta, attraverso l'ironia e la stravaganza dei testi, la realtà cosiddetta civilizzata che ci circonda. Nel 2012 realizza l’album La Bellapresenza distribuito dall’etichetta torinese INRI. Un disco che si inserisce in quella tradizione della canzone d’autore ispirata in parte alla scuola francese, e che usa spesso e volentieri l’arma dell’ironia per parlare del presente senza risultare pedanti. L’esperimento riesce alla perfezione in alcuni brani in cui Ilario si diverte a farsi beffe della realtà circostante, prendendo di mira tipi sociali (il “figlio di papà”, certi giovani finto alternativi), comportamenti (il clubbing esasperato del divertimento forzato) e realtà purtroppo diffuse del nostro paese (la situazione delle periferie, la corruzione).

G.B.

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