Il Consiglio comunale di Cavallermaggiore, riunitosi ieri martedì 10 marzo, ha votato all’unanimità un ordine del giorno contrario all’ipotetico insediamento di un co-inceneritore nella frazione Foresto. La decisione arriva dopo giorni di forte mobilitazione tra cittadini e amministratori locali.
La scorsa settimana, nella frazione, si è costituito il ‘Comitato civico no inceneritore’, guidato dal portavoce Domenico Robasto, con l’obiettivo di fare chiarezza sul progetto di un impianto destinato al trattamento di materiali legnosi trattati chimicamente. L’ipotesi ha già suscitato numerose reazioni: in pochi giorni la petizione online sulla piattaforma Change.org ha superato le 700 firme, mentre parallelamente è partita anche una raccolta firme cartacea. (LEGGI QUI)
L’impianto ipotizzato sarebbe il primo in Italia dedicato allo smaltimento dei pali della Telecom.
Durante il dibattito in Consiglio comunale, il gruppo di maggioranza ‘Cavallermaggiore Viva’ ha presentato un ordine del giorno in cui è emersa in modo chiaro la preoccupazione per la possibile realizzazione di una struttura industriale che, pur sottoposta a controlli rigorosi, potrebbe incidere negativamente sulla qualità dell’aria di un territorio già oggi fragile sotto il profilo ambientale e che interessa anche i comuni limitrofi.
A presentare l’ordine del giorno. alla presenza di un pubblico numeroso che contava una cinquantina di persone tra cui i membri del Comitato, è stato l’assessore all’Ambiente Pierangelo Spertino, che ha illustrato le motivazioni del documento: “Questo ordine del giorno nasce dalle preoccupazioni emerse tra i cittadini della frazione Foresto. Al momento si tratta di ipotesi e non esiste alcuna documentazione ufficiale depositata, ma riteniamo importante sensibilizzare gli enti competenti affinché tengano conto delle peculiarità del nostro territorio e della sua vocazione agricola”.
L’assessore ha ricordato come la Pianura Padana sia una delle aree europee più critiche dal punto di vista dell’inquinamento atmosferico, sottolineando la necessità di valutare con attenzione eventuali nuovi insediamenti industriali.
“Il nostro territorio è già sottoposto a una forte pressione ambientale: infrastrutture, attività agricole intensive, impianti energetici e insediamenti produttivi. In questo contesto riteniamo che un ulteriore carico possa aggravare una situazione già delicata, soprattutto per quanto riguarda la qualità dell’aria”.
Nel dibattito è intervenuto il sindaco Davide Sannazzaro, che ha ricostruito lo stato delle informazioni disponibili sull’ipotesi dell’impianto: “Dagli accessi agli atti effettuati risulta che in Provincia non sia stata depositata alcuna richiesta. Anche Arpa, che aveva incontrato la ditta nel 2023 per un confronto preliminare, non ha ulteriori informazioni. Questo dimostra che, allo stato attuale, non esiste un progetto concreto su cui esprimersi”.
Sannazzaro ha inoltre ricordato alcuni elementi che rendono la questione particolarmente delicata: “Sappiamo che l’impianto dovrebbe trattare materiale legnoso trattato chimicamente, quindi un rifiuto che necessita di grande attenzione nella gestione. Sappiamo anche che la qualità dell’aria nel nostro territorio è già monitorata con attenzione e che i dati della Pianura Padana evidenziano criticità diffuse. Per questo, qualora dovesse arrivare una proposta concreta, l’amministrazione si doterà di tutte le consulenze tecniche e legali necessarie per tutelare il territorio e i cittadini”.
Il sindaco ha quindi espresso comprensione per le preoccupazioni emerse tra i cittadini: “Capisco le paure e la rabbia di chi teme per la salute propria e dei propri figli o per il valore delle proprie case e dei terreni. È una preoccupazione legittima. Il nostro impegno sarà quello di fare tutto ciò che è possibile affinché il bene della comunità venga difeso”.
Sannazzaro ha inoltre annunciato una serie di incontri con gli enti competenti, tra cui Arpa e Asl, per approfondire la questione e verificare eventuali sviluppi del progetto.
Anche la minoranza ha espresso sostegno. La consigliera Chiara Voghera ha dichiarato il voto favorevole del gruppo, sottolineando però la necessità di passare anche ad azioni concrete.
“Il contenuto di questo documento – ha affermato Voghera - è condivisibile e per questo voteremo a favore. Il ruolo della minoranza è anche quello di vigilare e portare all’attenzione temi che riguardano la tutela del territorio e della salute pubblica”.
Voghera ha poi ricordato la propria esperienza personale per spiegare la sensibilità verso il tema ambientale.
“Nel 2015 ho affrontato un tumore e mi sono curata. Per questo tutto ciò che riguarda l’inquinamento e la salute pubblica ha per me un valore enorme. L’eventuale impianto sorgerebbe a pochi chilometri in linea d’aria da casa mia, ma la preoccupazione riguarda tutti oltre al territorio di Cavallermaggiore anche i Comuni vicini come Racconigi, Sommariva Bosco, Sanfrè e Marene”.
Con il voto unanime dell’ordine del giorno, il Consiglio comunale ha quindi voluto esprimere una posizione chiara: difendere l’ambiente e la qualità dell’aria del territorio, chiedendo agli enti competenti di tenere conto delle criticità locali nel caso in cui il progetto dovesse concretizzarsi.














