Sarà capitato a molti di dover prenotare delle visite specialistiche e di sentirsi dirottare su ambulatori privati che praticano gli stessi prezzi della Sanità pubblica allo stesso prezzo ma con tempi di attesa decisamente inferiori.
E ad altri sarà capitato di pagare ancora meno, come evidenzia un nostro lettore che, a Savigliano, ha pagato quasi la metà presso un poliambulatorio rispetto alla cifra che avrebbe pagato se si fosse rivolto all'Asl.
Ecco che viene da chiedersi quale sia il senso di tutto questo. "Se la Sanità pubblica non riesce a garantire prezzi e tempi competitivi, mentre riescono a farlo delle strutture private che di sicuro non lavorano in perdita, perché mantenere in vita un servizio che è destinato ad essere usato solo da chi ha esenzioni parziali o totali? Converrebbe all'Asl stessa mandare i pazienti presso le strutture private" - ci dice il nostro lettore, Francesco, in modo provocatorio ma nemmeno tanto.
Quando si è ritrovato a pagare 25 euro con ricevuta e ha avuto l'appuntamento nel giro di pochi giorni, ha immediatamente cancellato l'appuntamento a diverse settimane di distanza per il quale avrebbe speso 40 euro. Stupito della cosa, ha cominciato a parlarne e si è reso conto che ormai è un dato di fatto.
"E' un'evidente questione di sprechi - evidenzia ancora il signor Francesco. Chi deve sopravvivere non può permettersi di sprecare o non essere efficiente. Nel pubblico invece lo spreco è la regola, tanto paghiamo noi".









