“Come amministrazione siamo delusi e amareggiati dalla notizia: fino a ieri il CdA di Bene Banca negava strenuamente la fusione, specialmente dato il fatto che l'istituto è stato recentemente definito come più "sicuro" di quello caruccese.”
Si percepisce chiaro, dalle parole del sindaco di Bene Vagienna Claudio Ambrogio, il disagio nel commentare la notizia dell'avvio del progetto di fusione tra Bene Banca e Bam Carrù, deliberato nella giornata di ieri (13 gennaio) dai due presidenti Pier Vittorio Vietti e Gianni Cappa e di cui è già stata resa partecipe la Banca d'Italia.
Fusione che dovrebbe avere, nelle intenzioni dei due istituti, i contorni di un'aggregazione alla pari in cui nessuno dei due prevaricherà sull'altro, e che segue la riforma delle BCC voluta dalla Banca Centrale Europea e dalla Banca d'Italia.
L'unione deve ancora essere valutata nella propria reale convenienza, e presentata poi formalmente a Bankitalia: l'obiettivo è di rendere operativo il nuovo istituto di credito nella prossima estate. Sembra non ci siano ancora certezze sul nome del nuovo ente, ma quel che appare certo è che il presidente sarà indicato da Bene Banca, il direttore generale sarà quello di Bam Carrù (ovvero Carlo Ramondetti) e il CdA comprensivo dovrà sintetizzare i due attuali.
Il nuovo credito avrà più di 300 dipendenti, 40 filiali e circa 20mila soci, per un patrimonio di 160 milioni. Per discutere della questione non solo davanti al CdA stesso, ma anche e soprattutto davanti ai cittadini, il Sindaco Ambrogio ha indicato nelle 21 del 15 febbraio prossimo la data di un consiglio comunale aperto al Palazzetto dello Sport di Bene Vagienna: “Chiederemo spiegazioni e chiarimenti, in particolar modo sulla posizione poco chiara che ha tenuto il CdA in questi giorni; le notizie non sono chiare, e se è vero (come ci è sempre stato detto) che l'intenzione non è quella di andare a Carrù, non capiamo perché la banca non abbia ancora smentito la cosa.”
E se invece, come sembra, la fusione è ormai soltanto più una questione burocratica? Anche su questo punto il Sindaco ha le idee più che chiare: “Siamo pronti a partire con una raccolta firme per contrastare la decisione: ce ne servono soltanto 700.”














