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Agricoltura | 10 marzo 2018, 13:30

Sotto il Monviso nasce l’uva da tavola senza semi

Presentato a Saluzzo l’accordo la società Avi e la Cooperativa Monvisofruit per le varietà Crimson e Thomson. Nell’areale saluzzese sono già una cinquantina gli ettari coltivati, con buona soddisfazione dei produttori

Sotto il Monviso nasce l’uva da tavola senza semi

Giovedì 8 marzo a Saluzzo, alle ore 17, presso il Circolo Interno Due (via Martiri della Liberazione 2), nel corso di una conferenza stampa cui hanno preso parte rappresentanti delle istituzioni, delle categorie produttive e del mondo del credito, è stato presentato agli organi d’informazione l’accordo intercorso tra la società Avi e la Cooperativa Monvisofruit che riguarda la coltivazione di uva da tavola apirena (senza semi) in Piemonte e, in particolare, nell’areale Saluzzese.

All’incontro ha preso parte anche l’assessore regionale all’Agricoltura Giorgio Ferrero. E’ dal 2010 che, grazie all’intraprendenza e alla tenacia di un gruppo di frutticoltori guidati da Claudio Capitini e dai fratelli Claudio e Franco Monge, costituitisi nella Cooperativa Monvisofruit, è stata avviata la produzione di uva senza semi Crimson e Thomson, oggi sviluppata su una superfice di circa 50 ettari nel Saluzzese.

Il raggiungimento di questo risultato è stato possibile grazie alla competenza dell’agronomo pugliese Giuseppe Tagliente, il quale è riuscito ad ottenere un prodotto di alta qualità che sta incontrando il favore dei più importanti mercati europei, Gran Bretagna in primis. Il Piemonte, con sorpresa degli esperti del settore, si è rivelato adatto alla produzione di uva apirena, annoverata ora tra la frutta d’eccellenza.

La società Avi, rappresentata nel corso del convegno dall’imprenditore saluzzese Carlo Lingua, è nata nel 2009, acquisendo i diritti esclusivi di tutte le varietà senza semi “Arra” per l’intera Europa, non solo quella dei Paesi UE. Attualmente, grazie alla produzione in costante crescita e ai contratti stipulati, sono stati superati i 400 ettari coltivati complessivamente sul territorio nazionale. L’accordo rappresenta lo sbocco di una naturale sinergia tra una serie di fattori che stanno disegnando nuovi percorsi innovativi e che vedono, in prima fila, il Piemonte. Oggi mercato, consumatore e distribuzione, sia essa GDO (Grande Distribuzione Organizzata) o vendita tradizionale, richiedono frutta di qualità, sana e buona nel senso più pieno di queste definizioni. L’eccellenza dell’uva apirena soddisfa il consumatore e, al contempo, offre al produttore l’opportunità di vedere riconosciuto il suo reddito. Oltre ai rappresentanti del Comune di Saluzzo, erano presenti il neosenatore Mino Taricco, il consigliere regionale Paolo Allemano, il presidente della Cassa di Risparmio di Saluzzo Gianpiero Civalleri e vari altri funzionari del mondo bancario, il presidente della Fondazione Agrion, Giacomo Ballari, il presidente della Coldiretti saluzzese Michele Quaglia e quello regionale di Confagricoltura Enrico Allasia, oltre a decine di frutticoltori e imprenditori del mondo agricolo.

GpT

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