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Attualità | 18 settembre 2020, 19:45

Da lunedì altri uffici postali tornano agli orari pre-Covid ma non a Chiusa Pesio. Il sindaco: "Un disagio enorme per la cittadinanza"

"Si creano code e assembramenti all'esterno e in un caso c'è stata addirittura una rissa. La decisione non è più comprensibile"

Immagine di repertorio

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Da lunedì 21 settembre altri 7 Uffici Postali in provincia di Cuneo torneranno ad osservare orari e giorni di apertura pre-Covid.

Gli Uffici Postali di Piobesi d’Alba, Envie, Bene Vagienna, Brossasco, Vignolo e Frabosa Sottana torneranno quindi ad essere aperti tutti i giorni dal lunedì al sabato mentre l’ufficio di Alba tornerà disponibile per la cittadinanza con orario continuato dal lunedì al venerdì, dalle 8.20 alle 19.05 (il sabato fino alle 12.35).

Quello di Chiusa di Pesio, al momento, resta a tre giorni di apertura e il Comune chiede di tornare rapidamente all'apertura su cinque giorni.

Il sidnaco Claudio Baudino: “Con un atto unilaterale Poste Italiane ha deciso di ridimensionare l’orario, passando da cinque a tre giorni di apertura. Se all’inizio la decisione poteva essere comprensibile, per tutelare i propri lavoratori, ora la chiusura sta provocando disagi a tutta la cittadinanza, già penalizzata dalla mancanza di uno sportello di prelievo automatico Postamat. Anzi, la scelta risulta addirittura controproducente, finendo con il creare assembramento e incidere negativamente sulla qualità della vita della popolazione residente, e penso in particolare alle persone anziane, costrette ad attendere fuori dall’ufficio, in piedi e nelle immediate vicinanze di via Vallauri, una delle arterie principali del nostro paese. In questi mesi Daniela Giordanengo, l’assessore alla comunicazione, ha sentito ripetutamente Alessandra Mazza, la direttrice della filiale di Cuneo, che ringrazio per la grande gentilezza e la disponibilità che ha sempre accordato al nostro Comune. Tuttavia, la situazione (che ci hanno detto dipendere da Roma), permane e, come Comune, riceviamo continue segnalazioni e lamentale. Non da ultimo, in una circostanza è stato necessario l’intervento delle Forze dell’Ordine per derimere sul nascere una rissa, innescata proprio dal malumore di essere in coda. Spesso il nostro lavoro di amministratori si svolge in sordina, dietro le quinte, ma posso assicurare che da parte mia e dei miei colleghi c’è sempre stata la massima attenzione su questo fronte così come su altri piccoli o grandi disservizi che possono compromettere la serenità dei nostri concittadini. Constatato il passare dei mesi e l’avvicinarsi della stagione autunnale che mal si concilia con l’attendere in coda fuori da un ufficio pubblico, ho inviato un appello formale a Poste Italiane per chiedere il ritorno alla normalità e, contestualmente, l’attivazione di uno sportello Postamat. So che i tempi di attivazione sono abbastanza lunghi e che non sono più previste installazioni per il 2020, ma mi auguro che anche in questo caso possa esserci un esito positivo, pur tenendo presente i tempi tecnici. Ora attendiamo un riscontro da parte di Poste e, se sarà necessario, non esiteremo a chiedere aiuto ad Anci, Uncem e al governatore Cirio, che si è sempre dimostrato attento al nostro territorio”.

Redazione

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