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Cronaca | 30 novembre 2020, 09:19

Gare truccate, corruzione e frodi negli appalti di fornitura: smantellata associazione a delinquere che teneva in pugno le Asl piemontesi

Sono 15 le persone sottoposte a misure cautelari da parte degli uomini della Guardia di Finanza: dipendenti pubblici, commissari di gara e agenti e rappresentanti di alcune imprese. Le indagini sono durate quasi un anno

Gare truccate, corruzione e frodi negli appalti di fornitura: smantellata associazione a delinquere che teneva in pugno le Asl piemontesi

Gare truccate, frodi nelle pubbliche forniture e corruzione: è lo scenario che si sono trovati davanti agli occhi gli uomini della Guardia di Finanza indagato giorno dopo giorno su determinati fenomeni che avvenivano all'interno delle Asl piemontesi

Una situazione che aveva mostrato già la sua punta dell'iceberg con le perquisizioni effettuate durante lo scorso mese di maggio, ma che nelle ultime ore ha portato le fiamme gialle a 15 misure cautelari nei confronti di dipendenti pubblici, commissari di gara e agenti e rappresentanti di alcune imprese. Per tutti l'accusa, a vario titolo, è di corruzione, turbativa d’asta e frode nelle pubbliche forniture.

Le indagini, coordinate dal Procuratore Aggiunto, Enrica Gabetta e dirette dal Pubblico Ministero Giovanni Caspani, durate quasi un anno, hanno preso il via a seguito dell’accertamento di un ammanco, presso l’Azienda Ospedaliera Universitaria “Città della Salute e della Scienza di Torino”, per un valore di circa 300mila euro, di un costoso prodotto farmaceutico, denominato “Bon Alive” (sostituto osseo) causato dalla condotta truffaldina di un’incaricata di un’impresa torinese che si avvaleva della “collaborazione” di un dipendente infedele il quale falsificava documentazione amministrativa in cambio di generose tangenti.
In particolare, il collaboratore amministrativo modificava le “richieste d’ordine” al Provveditorato/Economato del Centro Traumatologico Ortopedico (Articolazione deputata ai pagamenti), apponendo firme false di altri infermieri, per il reintegro delle giacenze del prodotto medicale che, pur risultando essere stato pagato dal C.T.O., non veniva utilizzato nelle sale operatorie né, tantomeno, risultava stoccato nel relativo magazzino. L’analisi dei documenti acquisiti e le evidenze emerse a seguito di indagini tecniche hanno consentito di acclarare che il pubblico dipendente, dopo aver ricevuto il prodotto ordinato, successivamente provvedeva a riconsegnarlo alla rappresentante dell’azienda che lo aveva fornito.   

Con i passi avanti dell’inchiesta è emerso però anche molto altro, soprattutto numerose condotte illecite poste in essere, nell’ambito di alcune gare d’appalto, da agenti e rappresentanti d’impresa e da componenti delle commissioni nominati da alcune ASL. In particolare, è emerso un collaudato ed articolato sistema di interazioni fra soggetti privati e commissari di gara, ricostruito anche grazie alle attività di intercettazione telefonica e di pedinamento, finalizzato a truccare le gare d’appalto attraverso la modifica dei relativi capitolati, l’attribuzione di punteggi di favore e la rivelazione di informazioni riservate.

Nel mirino della Procura della Repubblica e dei militari della Guardia di Finanza sono finite, in particolare, tre gare bandite:

- dalla “Città di Torino” – ASL TO4, per la fornitura di camici chirurgici sterili monouso, in cui è stato accertato che alcuni membri della commissione della gara d’appalto hanno favorito un’impresa modificando il capitolato di gara ed attribuendole punteggi elevati, in cambio di oggetti preziosi;

- dalla A.O.U. Maggiore della Carità di Novara, per la fornitura di distributori di “divise e giacche in TNT”, per la quale è stato acclarato che alcuni incaricati ed agenti di un’impresa veneta hanno sistematicamente fornito puntuali istruzioni ad un dipendente pubblico della predetta struttura, al fine di sospendere la gara d’appalto e di redigere un nuovo capitolato conformemente alle “richieste” ricevute;

- dalle ASL di Asti e di Alessandria, nonché dall’Azienda Ospedaliera SS Antonio e Biagio e C. Arrigo di Alessandria, per la fornitura di prodotti ed apparecchiature chemioterapiche, per la quale è emerso che diversi agenti ed incaricati di un’impresa modenese hanno consegnato, ad un membro della commissione della gara d’appalto, a seguito dell’aggiudicazione di un lotto per la fornitura di beni del valore di quasi un milione di euro, orecchini in oro rosa e topazi azzurri.

Il valore complessivo delle gare d’appalto oggetto di turbativa ammonta a circa 3,5 milioni di euro. Nel corso dell’operazione i Finanzieri hanno anche sequestrato disponibilità finanziarie e beni per quasi 300mila euro, riconducibili al profitto degli illeciti penali commessi.

Redazione

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