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Curiosità | 27 dicembre 2020, 18:15

La Stella di Natale: storia, origine e leggende della pianta più gettonata delle Feste

I consigli per farla durare a lungo dell’esperto braidese di floricoltura Massimo Rampado

Una stella di Natale

Una stella di Natale

Siamo abituati a chiamarla Stella di Natale, ma il suo vero nome è Euphorbia Pulcherrima. Nota anche come Poinsettia, è una pianta ornamentale originaria del Messico, dove cresce spontaneamente e può raggiungere anche un’altezza tra i due ed i quattro metri.

Il nome ‘Poinsettia’ deriva da Joel Roberts Poinsett, il primo Ambasciatore degli Stati Uniti in Messico, il quale introdusse la pianta nel Paese a stelle e strisce nel 1825, trasformandola in un vero e proprio must have natalizio.

Come ci ricorda Wikipedia, la Stella di Natale appartiene alla famiglia delle Euphorbiaceae, ordine Euforbiali (Euphorbiales), classe delle Dicotiledoni (Magnoliopsidae), divisione delle Angiosperme (Magnoliophytae); all’interno del suo tronco e dei suoi rami vi è una sostanza lattiginosa (il lattice), leggermente irritante per la pelle, ma altamente tossica per cani e gatti.

La sua bellezza è senza dubbio la fioritura ma, al contrario di quello che si può pensare, il suo fiore, detto ciazio, con petali e sepali disposti a coppa, non è rosso, ma di colore giallo e circondato da una corona di cinque brattee rosse.

Perché si regala proprio a Natale? I colori della Stella di Natale sono indubbiamente tra i più adatti a questo periodo, ma non è l’unico motivo. A questo fiore è infatti legata un’antica leggenda. Essa era coltivata già da Indios e Aztechi per cui era un fiore simbolo di purezza il cui colore rosso intenso riportava alle gocce di sangue di una dea morta per amore.

Ma un’altra è la leggenda messicana più famosa che avvolge la pianta: si dice che molti secoli fa, durante la notte di Natale, in chiesa, una bambina molto povera desiderava mostrare a Gesù il proprio amore, ma non aveva i mezzi per farlo. Così, una voce le suggerì di uscire e di raccogliere un fascio di sterpi ed erbe che, depositate sull’altare, si trasformarono in meravigliose stelline rosse.

L’amore che si nasconde dietro questa leggenda continua ad avvolgere il fiore in varie declinazioni, tanto che in Francia prende il nome di Étoile d’Amour (Stella d’Amore) e viene commercializzata per la Festa della Mamma, mentre in Centro America prende il nome di Hoja encendida (Foglia infuocata) e simboleggia la passione.

La popolarità in Italia è arrivata soltanto due secoli fa, quando venne usata per adornare la Basilica di San Pietro ed ora secondo i dati ufficiali, ogni anno, se ne vendono circa 20 milioni di esemplari.

Non tutti sanno che non solo ne esistono varietà di altri colori, ma la Stella di Natale è una pianta che possiamo tenere e far fiorire tutto lanno con le cure giuste.

Stiamo parlando di una pianta piuttosto delicata che soffre se non viene curata bene, e non a caso spesso viene accantonata appena arriva gennaio. Se allora anche quest'anno avete ricevuto in dono una Stella di Natale, seguite subito i consigli di Massimo Rampado, esperto braidese di floricoltura, per godere della bellezza di questa pianta anche dopo le feste e scoprire come farla rifiorire anno dopo anno.

Intanto, occorre tenerla in un ambiente luminoso, ma non al sole diretto, al riparo dalle correnti d’aria. La sua temperatura ideale è intorno ai 20°C. La Poinsettia deve essere irrorata regolarmente e ama avere un terreno umido, ma non troppo bagnato, perciò è meglio darle da bere quando la superficie del terreno risulta asciutta, finché non si vede l’acqua uscire dai buchi sotto il vaso. Dopo 10 minuti, rimuovere il liquido in eccesso dal sottovaso. È sufficiente bagnarle ogni 5 o 6 giorni valutando con le dita il grado di umidità del terreno. Un’opzione ideale è quella di soppesare il vaso, perché, specie per le piante di taglia media-grande, non esiste un’adeguata proporzione fra massa fogliare e terra disponibile e le piante con poca terra asciugano più rapidamente e hanno bisogno di maggiore acqua. In questo modo si procede fino ad aprile, con aggiunte di fertilizzanti già dai primi di gennaio”.

Con l’arrivo della primavera, il ritmo di vita della pianta si modifica, così come le cure da adottare. “Si può potare qualche ramo e portarla all’esterno in un luogo fresco e arieggiato, ad una temperatura di circa 15°C. I tagli di potatura saranno nebulizzati con semplice acqua, poiché il lattice che ne fuoriesce può irritare la pelle. In estate la pianta può continuare a stare all’aperto, in una zona riparata dal sole, ricominciando ad annaffiarla e concimarla regolarmente. Con l’arrivo dell’autunno la Stella di Natale va posta all’interno ed essendo una pianta fotoperiodica, la cui crescita e fioritura dipendono da quanta luce riceve, se si vuole che la pianta germogli a Natale è necessario esporla alla luce ed al calore, continuando a bagnare e concimare regolarmente per favorire la tipica colorazione delle brattee”.

Tutto chiaro, si?

Silvia Gullino

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