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Attualità | 29 marzo 2021, 15:30

A Mondovì un anno senza i Clown di MondoVIP nelle corsie dell'ospedale: "Ci manca far sorridere la gente"

L'associazione dei "nasi rossi" rivolge un pensiero affettuoso a tutti i monregalesi in attesa di poter tornare a far sorridere i pazienti

Alcuni Clown dell'associazione Mondo-VIP ODV (Foto repertorio)

Alcuni Clown dell'associazione Mondo-VIP ODV (Foto repertorio)

La pandemia ha stravolto il mondo. Le nostre abitudini, la nostra quotidianità e, inevitabilmente, ha aumentato le distanze tra le persone.

Sono tante, troppe, le attività che si sono dovute adeguare per poter proseguire, ma in questo nuovo mondo segnato dal Covid, la socialità sembra essersi ridotta a uno sguardo. Niente più strette di mano, niente abbracci e, ovviamente, niente più clown nelle corsie degli ospedali a dare conforto ai pazienti.

Proprio in questi giorni il gruppo monregalese dei “nasi rossi”, l’associazione MondoVIP, ha scritto una riflessione a più mani, per raggiungere, attraverso i giornali, almeno con il pensiero tutti i monregalesi e i pazienti che si trovano al momento ricoverati.

"Siamo i clown di corsia dell’associazione di volontariato di MondoVIP. Da un po’ di tempo a questa parte, ci manca la corsia, alcuni di voi, forse ci conoscono già. A febbraio 2020, un sabato pomeriggio ci siamo preparati per andare a servizio, con il camice dalle maniche a righe e il colletto rosso pulito e stirato. Ci siamo salutati nell’atrio dell’ospedale di Mondovì e siamo partiti con il sorriso per visitare i reparti di pediatria, ostetricia, ginecologia, medicina, cardiologia, lunga degenza, ortopedia e, persino, il pronto soccorso. Abbiamo attraversato le corsie e infilato i nostri nasi rossi nelle camere. Abbiamo parlato, riso insieme ai pazienti, ci siamo commossi e divertiti. Abbiamo ascoltato, ci siamo stupiti e siamo rimasti in silenzio, come forse si dovrebbe fare più spesso. Tornando a casa abbiamo condiviso i momenti vissuti nel corso della giornata, assaporando la meravigliosa sensazione di aver ricevuto molto di più di quanto si è donato”.

Come tutti noi, neanche i magici clown del monregalese sapevano che di lì a poco qualcosa sarebbe cambiato, stravolgendo le nostre vite.

“È stato il nostro ultimo servizio e non lo sapevamo: per noi era solo un sabato come tanti. Prezioso, ma che si sarebbe ripetuto la settimana successiva. L’emergenza sanitaria ha interrotto il nostro volontariato in ospedale come clown di corsia. Niente più servizi, né allenamenti. Sì, perché bisogna allenarsi a rimanere un poco folli, un poco bambini.” – spiegano – “Prima ci incontravamo una volta a settimana, il giovedì sera, per esercitarci, per metterci in gioco. Ora il giovedì sentiamo un grande vuoto. Mancano gli abbracci, la condivisione, l’emozione… In questo mondo che urla, in questo disordine, ci manca una certa gentilezza e la delicatezza di prendersi cura gli uni degli altri”.

L’emergenza sanitaria, purtroppo, non è ancora finita, ma i clown monregalesi non mollano e sono pronti a tornare, più sorridenti di prima.

“Abbiamo pensato di scrivere a tutti voi. Volevamo dirvi che torneremo. Nelle corsie, nelle piazze, nelle vie delle città. Intanto il nostro messaggio è di essere voi stessi clown. Ora più che mai. Perché essere clown non è ridere indiscriminatamente della vita, ma accoglierla in sé, tutta, e sorriderne. È leggerezza, come la intendeva Italo Calvino: “non superficialità, ma planare sulle cose dall’alto, non avere macigni sul cuore”. Quindi, nell’attesa di rivederci, di riabbracciarci, sorridete con gli occhi e se vi guarderete allo specchio, forse, scoprirete che anche il vostro naso è diventato rosso”.

Arianna P.

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