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Cronaca | 11 maggio 2021, 16:52

Ai piedi del Monviso disperse le ceneri dell’“architetto corsaro”

Dopo la cremazione, le ceneri di Renato Maurino sono state disperse a Ponte Riondino di Crissolo. Presto la costituzione di un’associazione culturale per mantenere viva la memoria dell’architetto: l’archivio dei progetti verrà digitalizzato e saranno allestiti nella sua casa di Ostana spazi pubblici e momenti di incontro

Renato Maurino e la cerimonia di dispersione delle ceneri, a Ponte Riondino di Crissolo

Renato Maurino e la cerimonia di dispersione delle ceneri, a Ponte Riondino di Crissolo

Le ceneri di Renato Maurino, l’“architetto corsaro” scomparso il 24 ottobre 2020, all’età di 86 anni, riposano in alta Valle Po. In quelle Terre Alte nelle quali l’architetto, in una sorte di missione, durante la sua carriera ha saputo lasciare un’impronta indelebile, dedicando gran parte della sua vita al recupero degli immobili in montagna.       

Un carattere - il suo - forte, deciso, che lo ha portato spesso ad esporsi – in maniera netta e incisiva – dicendo la sua, senza mai lesinare critiche, su interventi di recupero o “ristrutturazioni”.

Le ceneri sono state disperse venerdì 7 maggio, in tarda mattinata, nel corso di una cerimonia laica, seguendo le espresse volontà di Maurino. Una cerimonia, non poteva essere diversamente, ai piedi del Monviso, a Ponte Riondino, nel Comune di Crissolo.

Maurino era infatti originario proprio di Crissolo, e qui aveva a lungo vissuto, prima di trasferirsi nella vicina Ostana.

A disperdere le ceneri i familiari e alcuni amici intimi, a distanza di qualche mese dalla morte: questo perché la scelta del luogo – che si trova in una zona di montagna, a quota 1.570 metri – e le disposizioni in materia di prevenzione dal contagio da Covid19 non hanno permesso il suo svolgimento in precedenza.

Nel corso della cerimonia è stata letta una frase scritta dallo stesso Renato Maurino, che vuole sintetizzare il suo approccio all’architettura, scelta come perfetta definizione della sua intera vita.

La stessa frase già stata letta in occasione della cerimonia di cremazione al Tempio Crematorio di Bra, il 27 ottobre 2020, e riportata ne “L’intervento sensibile”, il videodocumentario sulla vita e sul lavoro dell’“architetto corsaro” girato da Aergeo, con la regia del crissolino Davide Giordano, proiettato per la prima volta il 19 settembre scorso proprio a Crissolo, poche settimane prima che Maurino morisse.

La frase: “Fare architettura. Non cercare ricette. Svolgere con pazienza, con attenzione, con cura, con passione il proprio mestiere. Applicarsi per risolvere tutti i problemi tecnici, costruttivi, funzionali. Concedersi il lusso di cercare, scartare, correggere, modificare la soluzione a cui si lavora fino a quando non soddisfa pianamente.

Allora e solo allora, se si è molto dotati e anche un po’ fortunati, il progetto incarnerà quella che è la definizione di Sant’Agostino: ‘il bello è lo splendore del vero’”.

Daniela Blengio, una delle cugine di Maurino nonché sua erede, ha infine anticipato che – nei prossimi mesi – la famiglia costituirà un’associazione culturale per mantenere viva la memoria dell’architetto, impostando la digitalizzazione dell’archivio dei suoi progetti e allestendo presso la casa-atelier in Borgata Cugn (Lou Counh) di Ostana spazi pubblici e momenti di incontro.

L’avvio delle attività verrà comunicato durante una “festa di commiato” che si terrà presso la dimora dell’architetto Maurino nella prossima estate.

Sarà di certo uno dei modi migliori di ricordare l’architetto, conosciuto in tutta la Valle Po, e non solo.

Nicolò Bertola

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