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Cuneo e valli | 20 gennaio 2022, 11:32

L'ex sindaco di Vinadio striglia l'Unione Montana: "Sulla variante di Demonte serve il coraggio di cambiare il progetto"

L'ex primo cittadino di Vinadio, dopo la delibera del Consiglio comunale di fine dicembre nella quale si diceva No all'attuale progetto, ha inviato una lettera al Consiglio dell'Unione Montana, presentando un'altra soluzione per i problemi del traffico in valle

L'ex sindaco di Vinadio striglia l'Unione Montana: "Sulla variante di Demonte serve il coraggio di cambiare il progetto"

A fine dicembre 2021, in Consiglio comunale a Vinadio, è stata approvata una delibera che dice, in modo esplicito, che il Comune non appoggia l'attuale progetto della variante di Demonte, con tanto di plauso al Ministero dei Beni Culturali per aver bloccato l'opera con il fine di tutelare i resti del Forte della Consolata, che si trovano su una collina sotto la quale è previsto il passaggio di una galleria.

L'ex sindaco Angelo Giverso, primo cittadino di Vinadio per 35 anni, ha fatto una lunga relazione, concludendo, appunto, con i NO all'attuale progetto e presentando un'altra soluzione.

Nei giorni scorsi lo stesso Giverso ha inviato una lunga nota ai componenti del Consiglio dell'Unione Montana. Ripercorre tutte le vicende della statale 21 del Colle della Maddalena ed evidenzia la sostanziale coerenza delle sue posizioni e i punti sui quali è sempre stato contrario. Ma non manca una bella strigliata all'indirizzo del Consiglio: "Per un problema che ci portiamo avanti da 50 anni dobbiamo destinare tutto il tempo necessario. Purtroppo devo constatare che sia la Giunta, sia il Consiglio molte volte debbono essere portati avanti frettolosamente e, sino ad ora, è sempre mancato il tempo (e la volontà) per la viabilità in Valle. Nessuna decisione importante potrà mai avere il consenso totale, si deve avere il coraggio di decidere sulla base di ragionamenti sensati".

Giverso invita i sindaci e gli amministratori del territorio ad avere "il coraggio di prendere una decisione anche se non potrà essere unanime. Visto che da anni si conosce l’esistenza delle gallerie del Forte di Demonte che impediscono il parere favorevole del MIBAC, avremmo dovuto avere il coraggio di chiedere la modifica del progetto, e non sperare in una soluzione del conflitto tra i 2 Ministeri. Su un progetto di 50 milioni di € (ai quali si dovrebbero aggiungere anche il costo per – almeno – l’intervento di Aisone) il costo per un ulteriore studio progettuale che potrebbe rendere realizzabile l’opera sarebbe obbligatorio. Con il parere favorevole del Ministero dell’Ambiente per il transito in Zona SIC non sarebbe stato difficile ottenere l’autorizzazione MIBAC per una soluzione che non interferisse con le rovine del Forte. E’ ben noto che in questi anni si sia incrementata la tutela dei beni archeologici".

Infine ribadisce che, "per la soluzione con le circonvallazioni, prima di pensare al ponte dell’Olla ed ad altri interventi (pur necessari a partire da Confreria) ed alla galleria al Colle della Maddalena, è indispensabile affrontare e stabilire quale sia la miglior soluzione compatibilmente con i costi. La prima decisione dovrebbe essere quella di cambiare il tracciato della galleria spostandola da sotto le rovine del Forte di Demonte, non capisco il motivo dell’ostinazione di voler difendere il tracciato attuale (addirittura di fronte ad una non meglio precisata Corte Europea)".

Cinquant'anni di nulla di fatto in valle Stura, e nessun accordo tra i suoi amministratori nel trovare una soluzione ai problemi di viabilità che, da decenni, subiscono i suoi abitanti.

Barbara Simonelli

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