Ancora una volta il poeta braidese Bernardo Negro regala agli amici del Caffè Letterario la recensione di un thriller finemente confezionato, scritto in modo da non farci dormire la notte.
Si tratta del libro “La casa senza ricordi” di Donato Carrisi (Longanesi, 2022). Non è né un noir né un poliziesco, ma una vicenda che si dipana tra oscuri segreti e ricorrenti imprevisti. Come una misteriosa matrioska, la vicenda si rivela con strati suggestivi ricchi di ombre e di bagliori. Un’anziana allenatrice di cavalli, trova in un bosco il piccolo Nikolin, un ragazzino dodicenne che vaga da solo, spaurito e tremante. Lo porta a casa per consegnarlo poi, a malincuore, ai Servizi Sociali che se ne occuperanno, cercando di scavare nella sua offuscata psicologia.
Sarà compito di Pietro Gerger, un ipnotista che cura preferibilmente i bambini. Poco alla volta Nico rivela una storia terrificante. I suoi genitori sono scomparsi ed in casa si è insediato un personaggio minaccioso, che sembra abitare da sempre tra quelle mura. Nico non sa da dove arrivi e come sia entrato, ma i suoi comportamenti sono grotteschi.
In realtà il ragazzo, che si esprime con impossibile maturità rispetto all’età, ricostruisce una storia che non può essere sua. Pietro lo intuisce e vorrebbe risalire alle origini di quelle parole che si rivelano turpi ed irreali.
Di chi è la voce del ragazzo? Lo psichiatra è separato da Silvia, ma ci sono telefonate intermittenti che sembrano a che fare con la storia di Nico. Tutto si complica quando nello studio di Anita Baldi Gerber vede un disegno con tutte le figure indicate dal piccolo albanese e la scritta ADF. Pietro si accorge che nello studio del padre, scomparso ed anche lui “studioso della mente”, c’è un dossier con quella sigla e, da una registrazione, ascolta la stessa storia di Nikolin, ma accaduta vent’anni prima. E qui smetto di inoltrarmi nella trama, perché priverei il lettore dei più sensazionali colpi di scena.
Lo stile di Donato Carrisi è incalzante come un abile montaggio cinematografico. Lo scavo nelle coscienze non è mai azzardato, ubbidendo ad una logica che rende reale anche l’impossibile, proprio come la vita di oggi. La comprenderemo meglio leggendo il romanzo e lasciandoci trasportare nei suoi imprevedibili intrecci. Sarà un po’ come esplorare il nostro tempo. Parole di Bernardo Negro.













