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Politica | 14 giugno 2022, 19:09

Ufficio di Presidenza Regionale, Bongioanni ritira il ricorso al Tar e salva il posto

Raggiunto un compromesso nel centrodestra: d’ora in poi sarà possibile, per un consigliere regionale, adire le vie legali qualora ritenga illegittimo un atto compiuto nell’esercizio del proprio mandato”

Paolo Bongioanni col segretario regionale di Fratelli d'Italia

Paolo Bongioanni col segretario regionale di Fratelli d'Italia

“Comunico che si è pronunciata la "Giunta per le incompatibilità" in riferimento al ricorso presentato dal sottoscritto sulle elezione dell'ufficio di presidenza della Regione Piemonte. La mia azione è stata considerata ammissibile con 16 voti a favore, 4 contrari e 6 schede bianche, legittimando quindi la possibilità per un cittadino eletto in Consiglio regionale di adire a vie legali qualora ritenga illegittimo un atto compiuto collegato all’esercizio del proprio mandato”.

Paolo Bongioanni, capogruppo di Fratelli in Regione, annuncia con questa dichiarazione che ritirerà il ricorso presentato al Tar a proposito dell’Ufficio di Presidenza del Consiglio Regionale.

FdI riteneva di aver subìto un’ingiustizia essendo stata esclusa dalla spartizione di posti.

Ne era scaturito un duro braccio di ferro con gli alleati, Lega e Forza Italia, cui ora si mette la parola fine.   

Fratelli d’Italia, in precedenza, aveva fatto sapere che il ricorso presentato sarebbe stato ritirato, ma solo “successivamente allo svolgimento della Commissione che dovrà valutare la possibilità di un cittadino eletto in Consiglio regionale di adire alla magistratura qualora valutasse illegittime pratiche amministrative o regolamentari. Il ricorso era stato presentato sulla base del metodo di votazione dell’Ufficio di Presidenza dell’assemblea Piemontese”. 

Prosegue il comunicato di FdI: “Il Tar, pur non entrando nel merito nell'immediato ma ritenendo ammissibile il ricorso, ha ritenuto comunque di non concedere la sospensiva. Le opposizioni, in particolare il Partito Democratico, hanno tentato di strumentalizzare un atto presentato con l'esclusivo fine di garantire il corretto svolgimento delle operazioni di voto, assicurando la  segretezza, la libertà di espressione di un eletto, ponendo  in atto azioni al fine di indurre il consigliere Bongioanni al ritiro del ricorso, sotto la minaccia di una possibile decadenza. Un metodo irricevibile nella forma e nella sostanza che ha visto nelle prime due sedute mancare il numero legale per il suo svolgimento. Confermando piena sintonia con il Presidente Cirio e la maggioranza di centro-destra – rileva la nota - , siamo determinati a non lasciare spazi a strumentalizzazioni di nessun genere, auspicando che la commissione si esprima nel merito della possibile decadenza di un consigliere che ritiene di utilizzare un diritto costituzionalmente garantito senza che lui, la forza politica che rappresenta e i cittadini ne siano penalizzati. Per questa ragione, convinti che nella Commissione stessa non si vorrà creare un precedente pericoloso e delegittimare l’azione degli eletti, ritireremo il ricorso immediatamente dopo l’espressione formale di merito della commissione stessa, a prescindere dal suo esito”.

Bongioanni, considerando vinta la sua battaglia, spiega: “Ora che la situazione è stata chiarita, possono ritirare”.

 

GpT

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