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Curiosità | 14 agosto 2022, 11:24

Ritorno a Bassura, dove vive Enzo, prezioso custode di quella frazione di Celle di Macra

Durante il lockdown era l'unico abitante, in quanto ormai frazione di seconde case. Enzo ha mantenuto in ordine ogni cosa

Ritorno a Bassura, dove vive Enzo, prezioso custode di quella frazione di Celle di Macra

Bassura. Una frazione di Celle di Macra, in Valle Maira. Un tempo la più popolosa e vivace del Comune e ora ridotta demograficamente al lumicino per lunghi periodi dell’anno.

Qui vive costantemente Enzo Barra. Ho avuto modo di apprezzare la sua attività e il suo servizio nel periodo del lockdown, quando era l’unico abitante della Borgata (un vero e proprio custode!), essendo impedito ai non residenti di raggiungerla in base alle regole anti-covid.

Già espressi il mio ringraziamento su queste colonne in uno scritto del 2020, ma intendo ora riproporlo, perché il mio periodico ritorno nella casa che posseggo in loco mi offre la gradita opportunità di incontrarlo e di verificare la continuità del suo operato nel mantenere in ordine la aree prative che circondano i caseggiati.

Lui, originario di Genola, dopo aver svolto la sua attività professionale presso la Michelin di Fossano, ha scelto, all’indomani del pensionamento, di trasferirsi in modo definitivo a Bassura, là dove la sua opera è risultata e risulta davvero preziosa.

Molto interessante è parlare con lui. Di tanti argomenti, senz’altro. Di attualità e di agricoltura in particolare, di cui ho modo di registrare un buon livello di conoscenza mutuato dalla sua esperienza e dai collegamenti via internet con diversi organi di informazione. M’incuriosisce poi la sua concreta sintonia con gli avvicendamenti stagionali, con la “geografia solare”, cadenzata dai monti e dalle alture in cui il nostro Astro sorge e tramonta nei diversi periodi dell’anno.

Senza dimenticare ovviamente il posizionamento della luna nelle sue fasi e nel suo periplo notturno. Il tutto sulla base di una costante osservazione e di una saltuaria registrazione. Quest’ultima viene meticolosamente applicata alla ricognizione della temperatura, attraverso apposita apparecchiatura, che indica la minima e la massima, quotidianamente riportate sul calendario.

Quanto testé citato viene realizzato in un apposito spazio, una sorta di déhor, allestito a lato dell’abitazione. Qui compaiono gli strumenti necessari per l’espletamento dei suoi rilievi e per la conduzione dell’attività osservativa, unitamente a sedie e a un tavolino atti a momenti di riposo e agli incontri dialogici con amici e conoscenti.

Il tutto costituisce un’ulteriore testimonianza dell’attaccamento di Enzo alla sua dimora e al suo ambiente, con cui vive in stretta simbiosi, ad un tempo psicologica, esperienziale e operativa. Alla domanda se non soffre la solitudine, risponde con convinzione: “Amo parlare con la gente che transita nella zona, ma anche da solo vivo bene. Il mio amore per gli animali (i due cani e i gatti), unitamente all’immersione nel paesaggio circostante mi sono di sicuro conforto”.

E il conforto, aggiungo io, è anche dato dalla cura dell’orto e dalla coltivazione di tanti fiori che abbelliscono i dintorni della casa e che ogni volta non mi stanco di osservare e di apprezzare.

Una vita, quella di Enzo, di sapore bucolico, alimentata da una funzione apprezzabile e benemerita per l’intera borgata.

Michele Girardo

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