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Attualità | 02 ottobre 2022, 07:41

Limone, Garessio e Ormea: a due anni di distanza dall'alluvione, arrivato un quarto dei soldi promessi

In particolare a Limone e Ormea, dove sono arrivati circa 5 milioni di euro su 20. A Garessio, dove sono stati abbattuti il ponte Odasso e quello sulla ex provinciale 582 del Colle di San Bernardo (ora statale), ancora non si sa quando verranno ricostruiti. Riproponiamo i video realizzati il 3 ottobre del 2020

Limone, Garessio e Ormea: a due anni di distanza dall'alluvione, arrivato un quarto dei soldi promessi

Due anni fa la tempesta Alex sconvolse alcune aree della nostra provincia.

L'alta Valle Tanaro, particolarmente fragile dal punto di vista idrogeologico e più volte devastata dalle alluvioni. E la Valle Vermenagna, che si scoprì per la prima volta vulnerabile. Quello che successe oltre il tunnel di Tenda, nella vicina Valle Roya, fu ancora più devastante.

I servizi video che realizzammo il 3 ottobre, all'indomani di quelle circa 12 ore di pioggia torrenziale, quando un sole tiepido e il cielo azzurro presero il posto di quella violentissima tempesta, raccontano la devastazione e la furia di quello che accadde.

L'Italia è un paese fragilissimo dal punto di vista idrogeologico. E gli effetti dei temporali cosiddetti autorigeneranti, come quello che ha colpito di recente le Marche e che due anni fa colpì le nostre aree, sono difficilmente prevedibili.

Si tratta di strutture temporalesche che insistono sempre sullo stesso posto, responsabili di alluvioni lampo e nubifragi. Interessano per lo più aree non troppo lontane dal mare, dove si scaricano nubi cariche di acqua. Ormea, per esempio, in linea d'aria dista solo 20km dal mare. Sono proprio questi eventi a mettere in ginocchio le località colpite.

LIMONE PIEMONTE il 3 OTTOBRE 2020

GARESSIO IL 3 OTTOBRE 2020

ORMEA

Su questa località non abbiamo video del 3 ottobre del 2020, in quanto il paese rimase isolato per giorni, sia dal versante piemontese che da quello ligure (leggi qui).

 

IL VIDEO REALIZZATO UN ANNO DOPO A LIMONE

 

A distanza di 24 mesi, i segni della violenza di quella tempesta sono ancora presenti. I danni, nei vari comuni colpiti, superarono i 20 milioni ciascuno. I fondi arrivati sono un quarto di quelli stimati e, soprattutto, promessi. Nel frattempo altre aree d'Italia sono state colpite da ancora più tragici eventi.

E della Granda non ci si ricorda più.

Ne abbiamo parlato con i sindaci dei comuni più colpiti: Limone Piemonte, Ormea e Garessio.

Il sindaco Massimo Riberi, primo cittadino di Limone, non nasconde la sua amarezza: "Abbiamo ricevuto circa 5,8 milioni di euro dei 21 promessi. Devo ringraziare, però, la Regione Piemonte, che ci è stata sempre vicina, intervenendo anche con fondi propri".

Molto resta da fare sul territorio, ma tanto è stato comunque fatto. "Viale Valleggia, che tutti ricorderanno per la casa crollata, è stato riaperto al transito delle auto. Era importante, perché collega le due parti del paese. Inoltre, sono stati affidati i lavori per la ricostruzione del ponte che collegava il piazzale Nord con la statale 20. E' questione di giorni, poi partiranno i lavori".

Più complicato il futuro della Via Romana, per la quale servirebbero 2,5 milioni di euro. Ne sono arrivati 250 mila. "Qualche tratto è stato messo a posto. E' un'importante via di collegamento per il paese, ma resta ancora tantissimo da fare. Stiamo lavorando su piazzale Boccaccio, anche grazie ai 170mila euro di donazioni che abbiamo ricevuto. E a breve, dopo le necessarie verifiche di staticità, inizieranno i lavori di impiantistica per poter riaprire, speriamo prima di Natale, il parcheggio di piazza San Sebastiano, quello che era stato completamente invaso dall'acqua".

Ci sono stati anche lavori agli impianti di risalita di proprietà del Comune, per i quali dovrebbe intervenire l'assicurazione. E poi lavori per la messa in sicurezza dei torrenti, ma i fondi a disposizione sono davvero pochi. Conclude Riberi: "Non mi abbatto, sono uno che non molla e continuerò a chiedere i soldi che ci spettano e che ci sono stati promessi".

 

Il sindaco di Ormea, Giorgio Ferraris, è il primo cittadino delle tre alluvioni che hanno colpito il comune, nel 1994, nel 2016 e nel 2020. Gestisce un territorio dove i rischi idrogeologici sono altissimi. "Abbiamo ricevuto circa 5 milioni di euro, anche se i danni e i soldi necessari per la messa in sicurezza superano i 20 milioni. Qui ad Ormea il problema non è il Tanaro, ma i torrenti del versante orografico sinistro, quelli sotto il Mongioie e il Pizzo. Sono quelli che creano disastri", spiega Ferraris.

Ancora: "I lavori di massima urgenza sono stati fatti; per gli altri non ci sono soldi. Penso a via San Bernardino, per la quale servono 600 mila euro che non abbiamo. Poi sarebbe importante intervenire sulle difese spondali, su disalveo e pulizia dei torrenti. Siamo intervenuti su quelli più prossimi al centro del paese, ma non nascondo che sono preoccupato. Il torrente Armella, uno dei principali affluenti del Tanaro, ha milioni di metri cubi di deposito di pietre e tronchi. Essendo a monte del paese, crea una situazione di pericolo. Abbiamo chiesto un finanziamento al Ministero, servirebbero almeno 5 milioni di euro per creare cinque briglie e metterlo parzialmente in sicurezza".

Ormea è un comune ad altissimo rischio e il sindaco ne è consapevole. "I torrenti sono carichi di depositi. Basta una pioggia un po' più violenta per creare danni in paese. Ma è difficile intervenire. Al di là dei soldi, che non abbiamo, sono corsi d'acqua difficili da raggiungere, in zone impervie, dove i mezzi meccanici non riescono ad arrivare. Ormea, ogni volta che piove, è a rischio".

 

A Garessio il sindaco Ferruccio Fazio evidenzia come i fondi per le massime urgenze siano arrivati abbastanza in fretta. Cinque milioni di euro circa. Sono in arrivo anche alcune tranches di finanziamento per le urgenze. "Il grosso è stato fatto. Rimesse in ordine le frane, messi in cantiere i ponti piccoli. Per i danni estesi e gravi, lo Stato e la Regione ci sono stati", sottolinea il primo cittadino.

Il problema sono i due ponti abbattuti, l'Odasso (leggi qui), in centro paese, e quello sulla ex provinciale 582 del Colle di San Bernardo, ora di competenza Anas (leggi qui). 

"Il Mef e la Ragioneria di Stato hanno sollevato problemi di rendicontazione e al momento il rifacimento del ponte Odasso è bloccato. La Regione ci sta aiutando, ma non abbiamo previsioni. L'altro problema riguarda il ponte sulla ex provinciale 582, ora di competenza Anas, che per ora non sta facendo nulla. Ecco, sono queste le due criticità, ma noi non abbiamo margine di intervento". 

Nel territorio di Garessio molto è stato fatto sul fronte della pulizia dei torrenti. Ma i rischi restano. "Nel '94 la pioggia durò tre settimane; nel 2016 una. Nel 2020 meno di un giorno. Questo significa che gli eventi climatici sono sempre più violenti e imprevedibili. E contro questi fenomeni non abbiamo armi. La situazione è molto grave e il nostro territorio, tra le montagne e il mare, è - e sarà sempre di più - ad altissimo rischio".

Barbara Simonelli

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