Potrebbe essere una patronale davvero mai vista quella che borgo Santa Maria di Paesana dedica a San Bernardo la penultima domenica di agosto e che quest’anno dovrebbe essere celebrata il 20 di questo mese.
Sembra, infatti, che la festa possa ritrovarsi con la piazze del borgo completamente vuote, senza cioè alcuna giostra o - come si definiscono oggi - spettacoli viaggianti, coi giostrai sulle barricate pronti in blocco a disertare l’appuntamento.
Da giorni l’ipotesi circola con una certa frequenza in paese e, ieri, un giostraio ha confermato i timori, pur non chiudendo a doppia mandata la porta: più che di ipotesi sarebbe giusto e corretto quindi parlare di un’eventualità molto, molto concreta.
“Probabilmente non ci saremo - le parole del titolare di uno del mestieri storici per la piazze di Paesana - e non perché abbiamo luoghi più redditizi da calcare, anzi. Siamo disposti a rimanere fermi”.
Alla base della decisione una serie di concause che vanno oltre lo scarso feeling che esiste tra il luna park e l’Amministrazione di turno ormai da una ventina d’anni a questa parte: la sempre più scarsa appetibilità che l’appuntamento ha con il pubblico e di conseguenza gli incassi, di gran lunga minori rispetto a un tempo, ma anche una serie di difficoltà logistiche (l’ultima in ordine di tempo l’approvvigionamento di acqua potabile), i continui rincari del gasolio che incidono pesantemente sui lunghi trasferimenti e, non ultimo, quello che i giostrai definiscono il “caro-plateatico”, ovvero l’imposta sull’’utilizzazione del suolo pubblico.
Cose queste che vengono ribaltate sull’acquisto di una singola corsa, rendendolo talvolta proibitivo, specie se l’acquirente ha più di un figlio da accontentare.
Perché il caro vita è l’inflazione colpiscono tutti: giostrai e non.













