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Ma come sono nati i tarocchi? E quali curiosità si celano dietro l'arte della cartomanzia? Scopriamolo insieme.
Le origini dei tarocchi: un viaggio tra storia e leggenda
I tarocchi affondano le loro radici nel XV secolo, quando nacquero come mazzi di carte da gioco in Italia. Conosciuti inizialmente come "trionfi" o "tarocchi da gioco", erano utilizzati per scopi ricreativi e culturali.
Le carte erano dipinte a mano e spesso commissionate da famiglie nobili per celebrare occasioni speciali.
Un esempio celebre è il Tarocco Visconti-Sforza, creato per una delle famiglie più influenti del Rinascimento italiano.
Nonostante il loro utilizzo originario come passatempo, i tarocchi hanno presto assunto un significato più simbolico e spirituale.
Fu nel XVIII secolo che si diffuse l’idea di utilizzarli come strumento divinatorio, grazie a figure come Antoine Court de Gébelin.
Questo intellettuale francese ipotizzò che i tarocchi avessero origini egizie e fossero portatori di antiche conoscenze mistiche. Anche se questa teoria non ha basi storiche concrete, ha alimentato l’aura misteriosa che circonda i tarocchi fino ai giorni nostri.
La struttura dei tarocchi: il linguaggio simbolico delle carte
Un mazzo di tarocchi tradizionale è composto da 78 carte, suddivise in due gruppi principali:
· Arcani Maggiori (22 carte): rappresentano simboli universali e archetipi, come il Matto, il Mago, la Luna e il Sole. Queste carte sono considerate le più potenti e vengono spesso interpretate come messaggi fondamentali per chi consulta i tarocchi.
· Arcani Minori (56 carte): simili alle carte da gioco moderne, sono suddivisi in quattro semi (Coppe, Denari, Spade e Bastoni). Ognuno di essi rappresenta un aspetto della vita: le emozioni, il denaro, i conflitti e le passioni.
Ogni carta dei tarocchi è ricca di simboli, colori e dettagli che possono essere interpretati in vari modi, a seconda del contesto e della domanda posta.
Curiosità sui tarocchi e la cartomanzia
La cartomanzia, prima ancora della diffusione dei tarocchi come li conosciamo oggi, vedeva l’uso di mazzi di carte tradizionali a scopi divinatori. Ancora oggi, la cartomanzia con le carte da gioco è una pratica popolare in alcune culture e in alcuni contesti. Ma vediamo qualche curiosità sui tarocchi!
Non solo per la divinazione
Una curiosità sui tarocchi è che questi non sono stati utilizzati solo per predire il futuro. Molti li hanno usati anche come uno strumento di introspezione, una sorta di specchio per esplorare il proprio inconscio. Sono spesso impiegati in ambito spirituale per favorire la crescita personale.
Quali sono i tarocchi più famosi?
Il mazzo Rider-Waite, pubblicato nel 1909, è uno dei mazzi di tarocchi più conosciuti e utilizzati al mondo. Creato da Arthur Edward Waite e illustrato da Pamela Colman Smith, ha influenzato la maggior parte dei mazzi moderni.
Tarocchi e arte
I tarocchi hanno ispirato numerosi artisti e scrittori nel corso dei secoli. Ad esempio, Salvador Dalí ha creato il proprio mazzo di tarocchi, mentre Italo Calvino ha scritto Il castello dei destini incrociati, un romanzo basato sui tarocchi.
Tarocchi e internet
Oggi, i tarocchi e la cartomanzia vivono una nuova primavera grazie all’era digitale. Sono disponibili numerose app e piattaforme online dedicate a chi vuole scoprirne di più sull’argomento e capire come funzionano e vengono usati.














