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Economia | 07 gennaio 2026, 09:10

Allenarsi poco ma bene: quanto conta la qualità rispetto alla quantità?

Nella cultura moderna del fitness siamo spesso spinti a credere che più ci si allena, meglio è.

Allenarsi poco ma bene: quanto conta la qualità rispetto alla quantità?

Ore di palestra, sedute infinite di cardio, programmi intensivi che sembrano misurare il valore dell’allenamento dalla durata, non dall’efficacia. Ma sempre più studi ed esperienze sul campo dimostrano il contrario: per ottenere risultati reali e sostenibili non serve allenarsi tanto, serve allenarsi bene.

In particolare nel contesto di Lugano — dove la maggior parte delle persone concilia lavoro, famiglia e impegni serrati — il tempo è una risorsa limitata e preziosa. E quando il tempo è poco, la qualità dell’allenamento non è un dettaglio, è tutto.

Perché “più tempo in palestra” non significa “più risultati”

L’idea che allenarsi molte ore equivalga a progredire più velocemente è uno dei miti più radicati nel fitness. In realtà, l’eccesso di volume può portare facilmente a:

  • affaticamento cronico e calo della performance
     
  • rallentamento del recupero neuromuscolare
     
  • aumento del rischio di infiammazioni e infortuni
     
  • fenomeni di adattamento e plateau (progressi bloccati)

Il recupero, spesso considerato un accessorio, è invece parte della prestazione. Il corpo non migliora mentre ci alleniamo, migliora dopo, quando ricostruisce tessuti, riallinea schemi motori e rafforza i sistemi che abbiamo sollecitato. Allenarsi troppo, senza progressione né controllo, significa sottrarre tempo al processo che genera i risultati.

Per questo oggi si parla sempre più di allenamento intelligente: breve, calibrato, mirato. Un approccio particolarmente adatto alla vita reale di chi vive e lavora in Ticino, dove continuare a progredire con poco tempo a disposizione è possibile, purché si lavori con un metodo.

Cosa significa allenarsi “bene”

Allenarsi bene non significa “fare meno”, ma fare meglio. Significa scegliere stimoli efficaci, movimenti eseguiti con tecnica corretta e progressioni costruite sulla persona.

Un allenamento di qualità si riconosce da alcuni elementi chiave:

1) Programmazione personalizzata
Lo stesso schema non funziona allo stesso modo su tutti. Età, storia sportiva, stress, postura, mobilità: ogni corpo è diverso e necessita un carico diverso.

2) Progressione misurabile
Un buon programma aumenta intensità, volume o complessità gradualmente, non tutto insieme.

3) Focus sul movimento, non solo sul muscolo
Allenarsi bene significa lavorare su coordinazione, allineamento, stabilità e respirazione. Migliorare il gesto migliora il risultato.

4) Recupero come parte della strategia
Dormire bene, alimentarsi correttamente e alternare carichi è ciò che permette al corpo di crescere e adattarsi.

Questo tipo di percorso non richiede tre ore al giorno. Richiede metodo, competenza e un occhio attento alla risposta del corpo.

Perché allenarsi meno può portare risultati maggiori

Chi ha poco tempo spesso ottiene risultati migliori di chi ne ha troppo. Il motivo è semplice: quando il tempo è limitato si tende a lavorare con obiettivi chiari, sessioni efficienti, maggiore concentrazione.

I vantaggi di un approccio di qualità possono essere evidenti già dopo qualche settimana:

  • maggiore tono muscolare con allenamenti più corti ma più densi
     
  • meno dolori e infiammazioni dovute a volumi eccessivi
     
  • aumento dell’energia nella vita lavorativa e quotidiana
     
  • risultati sostenibili nel lungo periodo, senza sovraccarico

Per le persone che vivono tra impegni e scadenze, come molti professionisti in Ticino, questo sistema è spesso l’unico realmente applicabile. Ed è qui che la figura di un professionista qualificato può fare la differenza tra allenarsi tanto e allenarsi in modo efficace.

Un esempio è Kambiz Sarmadi, un personal trainer a Lugano che ha sviluppato un metodo basato su valutazione funzionale, qualità tecnica e progressione misurata.

Questo modello non propone allenamenti standard uguali per tutti, ma costruisce un percorso che rispetta tempo, struttura corporea e obiettivi della singola persona.

Per molti clienti impegnati, questa filosofia consente di ottenere risultati migliori allenandosi meno, ma con molto più senso.

Conclusione

La domanda non è “quanto mi alleno?” ma “come mi alleno?”.

Nel fitness moderno, la qualità sta superando la quantità come parametro di successo: meno volume, più precisione; meno ore, più consapevolezza. Il futuro dell'allenamento non premia chi resiste più a lungo, ma chi si allena con strategia, tecnica e recupero adeguato. Perché un corpo allenato bene lavora meglio — e lo fa in meno tempo.






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I.P.

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