Non c'è stato punto di incontro sul progetto del parco fotovoltaico a terra che verrà realizzato nel Comune di Ceva. Sul tema le opposizioni, negli scorsi mesi avevano auspicato e chiesto un cambio di rotta, anche alla luce delle dichiarazioni del sindaco di Mondovì e Presidente della Provincia Luca Robaldo, contrario allo sfruttamento del suolo per l'installazione di questi sistemi. Un tema che, il prossimo lunedì 5 maggio, arriverà anche sui banchi del consiglio provinciale.
Nel caso di Ceva parliamo di un progetto che "avrebbe l'estensione circa 24 campi da calcio - avevano spiegato negli scorsi mesi i consiglieri di minoranza, presentando un'interrogazione all'amministrazione - Questo significa rendere improduttivi in modo irreversibile i migliori terreni agricoli del Comune, impermeabilizzare una vasta superficie e deturpare il paesaggio".
Il sindaco Fabio Mottinelli, aveva replicato: "La normativa nazionale non permette agli enti locali di fermare o vietare le installazioni. La REN 148 è già in possesso di tutte le autorizzazioni necessarie, la prosecuzione del contenzioso sarebbe stata rischiosa e deleteria per il Comune e per tutta la cittadinanza".
Una risposta considerata non esaustiva dai consiglieri di minoranza e da uno dei capi gruppo, il consigliere Vincenzo Bezzone che scrive: "Vorrei aggiungere per maggiore chiarezza alcuni elementi documentati, in merito all’accordo che il sindaco Mottinelli ha sottoscritto per la realizzazione di un impianto fotovoltaico a terra, con un’estensione di circa 24 campi da calcio, sui migliori terreni agricoli del Comune di Ceva.
Premesso che possiamo definire le dichiarazioni rese a mezzo stampa da sindaco e vicesindaco una pilotata disinformazione per nascondere le responsabilità delle proprie scelte, mi sento in dovere di descrivere in modo chiaro e semplice, quanto è depositato agli atti presso la casa comunale.
Nel 2022 - spiega Bezzone - viene presentato presso la Provincia di Cuneo dalla società REN 148 e comunicato per conoscenza al Comune di Ceva, un progetto di parco fotovoltaico a terra per ben 17 ettari sui terreni pianeggianti ed irrigui che si protraggono fino al confine con Lesegno. Il soggetto che istruisce ed autorizza infatti questa tipologia di progetti è l’Ente Provincia di Cuneo. Il Comune può esclusivamente emettere un parere non vincolante. Cosa che è stata fatta dal comune di Ceva nel 2022 con un tassativo diniego al progetto. Tuttavia al termine dell’istruttoria eseguita dagli uffici Provinciali, viene concesso e autorizzato dallo stesso Ente, in data 08.03.2023, il permesso alla costruzione dell’impianto in progetto".
Il comune di Ceva con l’Amministrazione in capo all'allora sindaco Bezzone impugna legalmente il provvedimento della Provincia di Cuneo.
"Lo abbiamo fatto - aggiunge Bezzone - con la consapevolezza di tutelare e proteggere un territorio ed i propri abitanti da speculazioni ed investitori disinvolti. La difesa viene improntata su un decreto della Giunta Regionale del 2010 in cui è fatto divieto di installare parchi fotovoltaici a terra nei terreni di pregio classificati nelle classi 1 e 2 di capacità d’uso del suolo. A tal proposito avevamo incaricatoun agronomo per far analizzare il terreno oggetto di intervento e attribuirne di conseguenza la classe.
Dalle analisi prodotte anche con l’assistenza e vigilanza di IPLA (società per l’ambiente della Regione Piemonte) ne scaturisce che per la maggior parte dell’estensione il sito individuato per il parco fotovoltaico risulta essere in classe 2, ovvero in classe pregiata e pertanto non idonea e utilizzabile per tale scopo, come legiferato dal Decreto Regionale del 2010".
Forte di questo risultato documentato, l’amministrazione Bezzone impugna legalmente il provvedimento autorizzativo rilasciato dalla Provincia di Cuneo per richiederne l’annullamento.
"Nonostante l’Autorizzazione Unica rilasciata dalla Provincia di Cuneo in data 08.03.2023 la società REN 148 titolare del progetto di parco fotovoltaico, a fronte della perizia dell’agronomo che classificava il terreno in classe 2 e la conseguente impugnazione dell’Autorizzazione Unica, non ha mai iniziato i lavori o richiesto proroghe, probabilmente consapevoli di avere poche certezze sulla definizione a loro favore della procedura giudiziaria - prosegue il consigliere -. Questa la situazione fino al 8 giugno 2024 in cui si insedia l’amministrazione Mottinelli che a differenza dell’amministrazione precedente invece di adottare la medesima linea e lasciare semplicemente che la vicenda si esaurisse con l’annullamento dell’Autorizzazione Unica, ordinata da un giudice del TAR, in quanto in contrasto con il Decreto Regionale del 2010, o più semplicemente con la rinuncia da parte della società REN 148 srl alla realizzazione del progetto, alla luce dei documenti prodotti dal Comune di Ceva, decide di richiamare la REN 148 srl e con assoluta compiacenza, accordarsi, rinunciando al procedimento al TAR che verosimilmente avrebbe bloccato la costruzione di questo parco fotovoltaico di ben 17 ettari (24 campi da calcio) sui migliori terreni agricoli di pregio presenti nel territorio comunale. In sostanza uno scempio ambientale e paesaggistico mascherato da “green”. Decisione che ha incoraggiato e incentivato altre proposte progettuali simili, e che ha dato consapevolezza a queste società operanti nel fotovoltaico a terra, che a Ceva troveranno un Comune “amico” e conciliante per realizzare i loro progetti".
"Altro che mani legate, come dichiarato da sindaco e vicesindaco - incalza Bezzone -. Del resto la scarsa sensibilità ambientale dell’amministrazione Mottinelli la si denota anche in un altro caso ancor più preoccupante. Il Comune di Ceva insieme all’Unione Montana Cebana presieduta sempre da Mottinelli, sono gli unici due enti pubblici a non essersi schierati apertamente contro la costruzione dell’inceneritore di rifiuti di Cengio. Ovvero ad oggi, tutti i Comuni del territorio, l’Unione Montana dell’Alta Langa e la Provincia di Cuneo, hanno costituito un osservatorio e sottoscritto un documento in cui si impegneranno a mettere in campo una ferma azione di opposizione alla costruzione dell’impianto di incenerimento di Cengio per la tutela dell’ambiente e dei cittadini. In questo gruppo/osservatorio di firmatari è significativo e allarmante che a mancare siano proprio il Comune di Ceva e l’unione Montana del Cebano. Questa mancata presa di posizione ambientale dell’amministrazione Mottinelli, non sarà mica il preludio per un progetto di antica memoria che prevedeva la costruzione di un inceneritore sulla Piana di Ceva? Mi auguro per tutti noi cebani di no, anche se qualche similitudine e non solo, sembra esserci".
In merito l'amministrazione, da noi contattata, ha scelto di non rilasciare dichiarazioni, presentando eventuali repliche nel corso del prossimo consiglio comunale.













