Una due giorni di festa, memoria e condivisione ha trasformato Alessandria in capitale delle Penne nere per il 27° Raduno Alpini del Primo Raggruppamento, svoltosi sabato 20 e domenica 21 settembre. La città, già in festa fin da venerdì 19, ha accolto oltre 17 mila alpini provenienti da Piemonte, Liguria, Valle d’Aosta e Francia, ma anche da regioni più lontane come Veneto e Abruzzo.
<figure class="image">
</figure>[I rappresentanti della sezione Monviso di Saluzzo]
Il raduno ha rappresentato non solo un momento di aggregazione, ma anche un forte segnale di unione e pace, capace di coinvolgere istituzioni, commercianti e cittadini in una cornice di entusiasmo e partecipazione diffusa.
La sfilata e i momenti solenni
Domenica mattina, intorno alle 13, si è conclusa la grande sfilata che ha attraversato le vie della città. Il corteo, aperto in mattinata da un tricolore lungo cento metri portato da decine di giovani alessandrini delle società sportive locali, è partito da corso Cento Cannoni e ha visto sfilare migliaia di penne nere.
Presenti sindaci e rappresentanti istituzionali, tra cui il governatore del Piemonte Alberto Cirio insieme ad altri membri dell’amministrazione regionale.
Momento solenne e simbolico è stato il passaggio della “Stecca” dalla sezione di Alessandria a quella di Pinerolo, che ospiterà la prossima adunata.
La partecipazione degli alpini del Saluzzese
Alla manifestazione non è mancata la presenza della Sezione di Saluzzo, guidata dal presidente Enzo Desco.

Con lui il direttivo, rappresentanti della Protezione Civile, i sindaci del territorio, la fanfara sezionale di Moretta e numerosi alpini con gagliardetti a rappresentare l’intera area saluzzese. Accanto alle penne nere anche familiari, amici e aggregati che hanno contribuito a dare ulteriore calore al raduno.

Il 27° Raduno del Primo Raggruppamento ha lasciato un segno profondo ad Alessandria: due giorni intensi in cui storia, memoria e tradizione alpina si sono intrecciate con la vita cittadina, in un abbraccio collettivo che ha ribadito ancora una volta i valori di solidarietà e appartenenza delle Penne nere.





























