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Volley | 28 settembre 2025, 14:20

Volley, Italia di nuovo campione del Mondo! E nella finale di Manila c'era tanta Cuneo in campo

Gli azzurri di Ferdinando De Giorgi battono la Bulgaria 3-1. Il trionfo porta con sé forti legami con la Granda: dal coach campione al figlio di un eroe dello scudetto cuneese, fino al “monregalese d’origine” Chicco Blengini

Fefè De Giorgi: la sua Italia si conferma Campione del Mondo

Fefè De Giorgi: la sua Italia si conferma Campione del Mondo

L’Italia del volley maschile si conferma regina del mondo. A Manila gli azzurri di Ferdinando “Fefè” De Giorgi hanno sconfitto la Bulgaria 3-1 nella finale, bissando il titolo conquistato due anni fa. Una vittoria che consolida il ruolo della Nazionale come squadra da battere e che porta con sé un forte legame con la provincia di Cuneo.

Il richiamo alla Granda non è casuale. Sulle due panchine della finale sedevano infatti allenatori dal cuore cuneese: da una parte De Giorgi, dall’altra Gianlorenzo “Chicco” Blengini. Entrambi hanno iniziato percorsi decisivi della loro carriera proprio in terra cuneese, prima di arrivare ai massimi palcoscenici mondiali.

Per De Giorgi, oggi CT campione del mondo, l’esperienza cuneese è stata fondamentale: tra il 1994 e il 1997 e poi dal 2000 al 2002 ha vestito la maglia di Cuneo in Serie A1, distinguendosi come regista e uomo squadra. Nella seconda esperienza è stato anche allenatore-giocatore, guidando la squadra a successi prestigiosi come la Coppa Italia e la Coppa CEV. Un legame che non si è mai spezzato: nel 2022 è tornato nella “sua” Cuneo per un incontro pubblico al teatro dei Salesiani, dal titolo emblematico “Sognatori con i piedi per terra”.

Dall’altra parte, a guidare la Bulgaria, c’era Blengini. Nato a Torino ma orgogliosamente “monregalese d’origine”, il tecnico ha sempre coltivato un forte legame con la provincia di Cuneo, dove la sua famiglia affonda le radici e dove ha iniziato a farsi conoscere come allenatore. A segnarlo fu anche l’esperienza come secondo di Mario Sasso, figura storica della pallavolo monregalese e cuneese, che lo ha formato nei primi passi della carriera.

Ma i richiami a Cuneo non finivano lì. Tra i protagonisti bulgari della finale c’era Aleksandăr Nikolov, autentica spina nel fianco per gli azzurri nel terzo set. Figlio di Vlado, indimenticato campione a Cuneo, porta con sé un cognome che evoca il momento più alto nella storia della pallavolo cittadina: il punto decisivo dello scudetto vinto nel maggio 2010 a Bologna. Un ricordo che ancora oggi fa brillare gli occhi ai tifosi cuneesi.

Insomma, comunque fosse andata, la finale mondiale di Manila aveva un pezzo di Granda inciso dentro. 

Due allenatori che a Cuneo hanno mosso i primi passi e un giocatore erede di un eroe dello scudetto: la città della pallavolo era simbolicamente in campo insieme ai campioni del mondo.

Cesare Mandrile

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