Nemmeno il fresco mattutino di ottobre ha fermato gli Uomini di Mondo, che anche quest’anno hanno onorato la Fiera del Marrone di Cuneo con la loro inconfondibile sfilata tra serietà storica e spensierata goliardia.
Stamattina, domenica 19 ottobre, la colorata parata ha preso il via da Piazzetta Totò, omaggio non casuale al più celebre “uomo di mondo” di tutti i tempi, accompagnata dalle note della Fanfara Buccaresi e dai festosi ritmi del gruppo I Melannurca di Torino. Il corteo ha attraversato via Roma tra musica, balli e curiosi sorridenti, per approdare infine in Piazza Galimberti, cuore pulsante della manifestazione.

Sul palco allestito dal Comune (presente la sindaca Patrizia Manassero, insieme con l'assessora Sara Curtis) si è celebrato il momento clou: la consegna della Targa “Uomo di Mondo dell’anno”.

L’ambito riconoscimento è andato all’architetto Gianni Arnaudo, geniale progettista e designer cuneese le cui opere figurano nei templi del design mondiale, dal MoMa di New York al Centre Pompidou di Parigi. “Un uomo che ha saputo esportare l’ingegno della Granda nel mondo intero, e con stile, naturalmente,” il commento del presidente Danilo Paparelli.
Accanto al palco,
il pittoresco banchetto per la vidimazione delle tessere e la presenza imprescindibile della Banca degli Uomini di Mondo, che ha ufficializzato il ritorno alla moneta “solida” con il nuovo Bit Coni. Una valuta destinata, assicurano i promotori, a dare sicurezza e serenità ai cuneesi, specialmente in tempi di incertezze economiche internazionali.

Il comitato scientifico dell’associazione, con la consulenza dello storico Flavio Russo, ha inoltre deciso di accogliere tra i propri “illustri” il medievale Ardizzone Merlo, leggendario coniatore cuneese che nel 1307 fece battere moneta per Carlo II d’Angiò, collegando Cuneo e Napoli in un’antica alleanza che oggi rinasce in chiave ironica e affettuosa.

E così, tra fanfare, risate, e qualche “conio” distribuito con orgoglio, gli Uomini di Mondo hanno ricordato a tutti che la storia (anche quella economica) può essere affrontata con leggerezza, ironia e un pizzico di spirito partenopeo. Dopotutto, per dirla con Totò, “è la somma che fa il totale”… e a Cuneo la somma, si sa, è sempre in Bit Coni.













