Dopo una lunga malattia è mancato Giancarlo Gentile, una delle figure più amate e riconoscibili del commercio cuneese. Mastro ottico di straordinaria esperienza, imprenditore coraggioso e personaggio eclettico, Gentile ha lasciato un segno profondo non solo nel suo settore professionale, ma anche nella vita sociale della città.
Originario di Viterbo, si trasferì giovanissimo a Cuneo, portando sempre con sé – come ricordano i figli – “la gratitudine per Cuneo” senza mai dimenticare le proprie radici. Dopo le prime esperienze professionali, tra cui quella all’Ottica Casati, dove ancora realizzava gli occhiali a mano, e la fondazione dell’Ottica Chiara Immagine in via XXVIII Aprile insieme a un socio, nel 2001 decise di mettersi in proprio aprendo l’Ottica Dieci Decimi in via XX Settembre, di fronte al cinema Monviso. Un’attività che negli anni è diventata punto di riferimento per tutto il territorio e che oggi continua a vivere grazie ai figli Fabrizia e Paolo, titolari affermati e ottici stimati.
Proprio loro erano già al suo fianco quando, dopo essere stato colpito da un grave ictus che lo costrinse sulla sedia a rotelle, Giancarlo iniziò una nuova fase della sua vita. Da quel giorno, “babbo” – così lo chiamavano tutti, amici e clienti – divenne una presenza immancabile per le vie della città, con una tappa fissa al bar Corso. Lì trascorreva ore salutando chiunque passasse, regalando, nonostante le difficoltà motorie e di parola, un sorriso e un consiglio scherzoso a tutti.
Accanto all’attività professionale, Gentile è stato anche animatore instancabile della vita associativa: fondatore dell’Ar Coni (arcieri), del gruppo di softair Tunnel Rats e degli U.R.C.A. (Unione Reduci, Catarrosi, Avvinazzati), storico gruppo goliardico che – come ricorda la figlia Fabrizia – “faceva impazzire il Carnevale di Cuneo”. Negli anni aveva ricoperto anche il ruolo di presidente onorario dell’associazione “Pelati” di Cuneo.
A funerali avvenuti, Fabrizia e Paolo hanno affidato ai social una lunga e toccante lettera per ricordare il papà, un ritratto intimo e sincero che restituisce tutta la complessità e l’umanità di Giancarlo Gentile. “Potrei scrivere un libro su nostro padre. Ma non basterebbe. Perché tutti quelli che l’hanno conosciuto ne custodiscono almeno un capitolo…”, scrivono i figli, ripercorrendo una vita fatta di creatività, manualità straordinaria e amore per le persone. “Il mastro ottico eccezionale che sei stato (il nostro grande maestro)”, ma anche l’uomo dalla “creatività inesauribile”, dalla passione per il mare, il campeggio, la barchetta, i cani e la vita vissuta intensamente.
Commovente il ricordo del legame con la moglie: “Con mamma hai avuto un legame che andava oltre la carne… sessant’anni insieme, ti ha accudito per dieci anni senza mai cedere… questo lo definirei un amore incondizionato”. E ancora: “Hai vissuto per noi figli fino all’ultimo… nonostante una malattia lunga e dolorosa, hai regalato sorrisi e bacetti a tutti”.
Un uomo “eclettico, tutt’altro che privo di difetti”, ma impossibile da non perdonare, come scrivono Paolo e Fabrizia, perché capace di colmare ogni mancanza con affetto e generosità. L’ultimo saluto è una promessa e una dichiarazione d’amore: “Spero che ora la tua anima possa volare libera com’eri tu… È un onore essere i tuoi figli”.
Con la scomparsa di Giancarlo Gentile, Cuneo perde non solo un grande professionista, ma un personaggio autentico, capace di farsi voler bene da un’intera comunità.














